Martina Germani Riccardi, Non si può salutare una casa, Foto: Salvatore Maggio
Chiara Arturo e Cristina Cusani, con il loro Progetto Vicinanze, il mare lo concepiscono cosĂŹ: fluido, poroso, aperto, contaminato, luogo di conflitti ma soprattutto di possibili nuove narrazioni. Lo indagano ormai da anni partendo dalla consapevolezza che si tratta di un tema troppo vasto da poter concepire da sole, allora applicano i principi cardine dellâarte relazionale ai processi che innescano. Pian piano stanno costruendo un bacino di artisti che, tappa dopo tappa, ne sostanzia e amplia lâindagine, in equilibrio tra azione artistica e curatela, tra atto poetico e politico.
Qui a Lecce, nella nuova sede della milanese Red Lab Gallery, trovano un avamposto ottimale per dare corpo a quellâAltrove giĂ indagato attraverso il takeover instagram di @progettovicinanze che, nella sua connotazione intrinsecamente virtuale, è diventato uno spazio di enorme concretezza nella gestione e propulsione della rete che le artiste sono state in grado di creare. Un luogo periferico, Lecce, se si pensa alle grandi logiche del mercato dellâarte, centrico se lâorizzonte diventa il Mediterraneo.
âSostantivo pluraleâ, il titolo scelto per la mostra, trova eco nellâopera corale Intra, un file audio realizzato attraverso la collazione di frasi, riflessioni, poesie, punti di vista di parte degli artisti che sono stati coinvolti nei precedenti appuntamenti di Progetto Vicinanze: Chiara Arturo, Paolo Assenza, Pasquale Autiero, Giulia Flavia Baczynski, Ludovica Bastianini, Valentina Carlucci, Iain Chambers, Cristina Cusani, Daniela dâArielli, Davide De La Cruz, Mara De Giorgi, Federica Di Lorenzo, Simone Foresta, Roberta Fuorvia, Martina Germani Riccardi, Livio Improta, Marianna Licari, Eleonora Marzani, Miriam Montani, Novella Oliana, Arianna Pace, Sara Palmieri, Massimo Pastore, Serena Perrone, Valeria Pierini, Antonella Raio, Calixto Ramirez Correa, Antonello Scotti, Luca Spano, Antonio Trimani. Un intervento audio che riesce a catturare lo spettatore proiettandolo in un caleidoscopio di frasi, voci e suoni che trovano un loro equilibrio talmente armonico nellâeterogeneitĂ da sembrare quasi preordinato, eppure nasce dalla casualitĂ di contributi inviati per puro desiderio di appartenenza.
Mentre ci si fa accompagnare dalle parole in cuffia lo sguardo si perde dentro un orizzonte di plexiglass solcato dalla frase âtutto il pericolo, tutta la salvezzaâ, opera duale di Chiara Arturo e Cristina Cusani, che riverberano cosĂŹ il mare visto dalla terra e la terra vista dal mare, i due poli della scelta che porta gli uomini a cedere al richiamo dellâabisso. Lâopera oltre tutto segna un dualismo che nellâarte è sempre foriero di grandi ragionamenti e disamine, esplicita infatti la continuitĂ tra la presenza della coppia Arturo-Cusani come artiste della precedente mostra della Red Lab Indivisa interezza e lâattuale, di cui sono curatrici.
Chiara Arturo e Cristina Cusani, Intra, installazione audio e Tutto il pericolo tutta la salvezza, incisione su lastra di plexiglass, Foto: Salvatore Maggio
Gli altri artisti in mostra, in grado di declinare con sottile eleganza il tema proposto, sono Paolo Assenza, Giulia Flavia Baczynski, Ludovica Bastianini, Lidia Bianchi, Novella Oliana, Arianna Pace, Martina Germani Riccardi e Antonio Trimani e Marco Ambrosino, a cui si aggiungono i testi di Valentina Carlucci, Simone Foresta e Aurora Mastore, un libro dâartista de ilfilodipartenope, il libro illustrato âTerraneoâ di Marino Amodio e Vincenzo Del Vecchio, oltre a una selezione di libri di Iain Chambers.
Ma chi è Red Lab Gallery? Dietro questa nuova apertura leccese câè Lucia Pezzulla, dal 2018 direttrice della sede principale della galleria di Milano. Una sfida, quella della nuova sede, che è un omaggio alle sue origine salentine e al contempo un contenitore che possa essere piĂš libero e forse visionario nella programmazione. Aver aperto una galleria nel 2018 significa averla dovuta lanciare nel mezzo del lockdown, aver attraversato acque non semplici e aver dovuto integrare il virtuale per farla vivere. Questo però non pare aver scalfito minimamente il vivace entusiasmo di una donna che si mostra al contempo preda di emozione e solida concretezza. La incontriamo immersi nella calura delle campagne salentine, siamo a Casamassella vicino ad Uggiano La Chiesa, alla Fondazione Le Costantine.
Novella Oliana, 8 infiniti circa, Foto: Salvatore Maggio
Qui tutto ha un significato speciale e Maria Cristina Rizzo, presidente della Fondazione, chiarisce ogni tassello con determinazione e consapevolezza. Proprio qui Red Lab Gallery ha dato vita, nel 2021, alla sua prima residenza dâartista, la cui restituzione è attualmente visibile proprio negli spazi della Fondazione. Gianfranco Basso e Francesca Loprieno sono stati gli artisti coinvolti, entrambi di origine pugliese ma ormai da tempo trapiantati in altre terre, a Roma il primo e a Parigi la seconda. Di entrambi si cercava uno sguardo che venisse da lontano, ma che al contempo potesse entrare in risonanza con una terra che è loro e con cui il dialogo possibile fosse intimo e profondo. I racconti qui potrebbero essere infiniti e le direzioni molteplici, troppe per essere contenute nelle battute di un unico articolo. Quello che ci sembra però fondamentale sottolineare è come una costellazione di intenzioni ben innestate allâinterno di un territorio fervido come quello di cui stiamo raccontando, possa risultare significativa e generativa tanto per chi vive qui, quanto per chi sceglie di condividerne gli orizzonti.
Due mostre, quella leccese e quella de Le Costantine, che fanno emergere la sensibilitĂ di uno sguardo che dimostra proprio la capacitĂ di essere sul limite del dentro e del fuori, dellâestraneitĂ e del coinvolgimento, del ricordo e della germinazione.
La mostra Sostantivo plurale sarĂ visibile fino alla fine di settembre 2022.
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