Stay Liquid, e se lo dice lui. Roxy in The Box per le bottiglie Ferrarelle

di - 5 Dicembre 2019

Roxy in the box firma la decima edizione di Art Collection di Ferrarelle, presentando l’immagine di San Gennaro in veste rinnovata e frizzante. Il progetto Stay Liquid, rifacendosi al noto miracolo, ci invita, infatti, a restare liquidi e giovani.

Da dieci anni Ferrarelle propone al pubblico Art Collection: un’edizione limitata di bottiglie d’acqua di massimo 1000 tirature, volta a omaggiare l’opera di artisti nel panorama contemporaneo italiano. Nel corso delle varie edizioni, hanno partecipato, tra gli altri, Mimmo Jodice (2012), Michelangelo Pistoletto (2015) e Sandro Chia (2017). Da otto anni, inoltre, il ricavato delle vendite supporta la ricerca della Fondazione Telethon. Quest’anno, nello specifico, sarà devoluto al Centro Clinico NeMO – NEuro Muscular Omnicentre di Napoli.

La bottiglia da collezione Ferrarelle del 2019 porta la firma di Roxy in the box, nome d’arte di Rosanna Bosso. L’artista di origini napoletane affonda le radici della sua ricerca proprio nella città di Napoli, attraversando tutte le esperienze di vita e dolore che la caratterizzano. Ed e quasi per gioco, in un frizzante omaggio a San Gennaro, che nasce il progetto Stay Liquid, come ci raccontato la stessa Roxy

ROXY IN THE BOX, credits Gianfranco Picone

L’immaginario pop che accompagna il tuo lavoro entra in gioco ancora una volta, trasformando qui la figura di San Gennaro. In che modo il Santo patrono di Napoli, nell’esplicito rimando al suo miracolo, può aiutarci a restare liquidi e giovani?

«San Gennaro qui ci chiede di essere più fluidi rispetto alla vita. In questo caso la fluidità è data sia dall’acqua stessa che dal sangue sciolto, ossia il suo miracolo. Ma il miracolo potremmo farlo anche noi, se solo riuscissimo ad essere più sereni in un momento storico per niente facile per nessuno. Mi piaceva l’idea che un Santo che scioglie il suo sangue chiedesse a noi di essere liquidi…magari smettere di chiedere miracoli, ma darsi da fare di più per star bene».

È noto che sei abituata a lavorare su qualsiasi tipo di supporto, anche inusuale, ma come si fa a racchiudere una densità di significati nel piccolo spazio che lascia a disposizione la superficie di una bottiglia?

«Penso che qualsiasi opera d’arte, su qualsiasi superficie essa sia, non crei mai un limite. Tutto dipende sempre da chi la osserva».

Pensi che il lavoro fatto da Ferrarelle per avvicinare alla conoscenza dell’arte contemporanea pubblici sempre più ampi tramite l’utilizzo di uno degli oggetti più comuni esistenti, riesca a mantenere viva la sottile critica che, ad esempio, è insita nel tuo lavoro?

«In questo caso, però, si tratta di un’edizione limitata. Pertanto penso che chi l’acquista abbia già una certa sensibilità rispetto ad un’azione artistica posta su di una bottiglia che sicuramente non verrà stappata, e quindi non verrà bevuta, ma tenuta come oggetto d’arte. Qui, dietro all’immagine con la scritta Stay Liquid, c’è l’acqua…più chiaro di così c’è solo il vuoto a rendere!».

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