Artissima 2022, Progetti Speciali, Tempo Rizomatico, Diego Cibelli
Una location storica, quella del Salone delle Feste dell’Hotel Principi di Piemonte, fa da cornice alle opere di Diego Cibelli, Obelischi e Totem popolano gli spazi e propongono una sintesi dei valori fondamentali del suo creare. Il progetto espositivo curato dall’artista e dalla Galleria Alfonso Artiaco di Napoli, in collaborazione con Artissima e UNA Esperienze, si presenta come un progetto emblematico nella ricerca dell’artista. Materiali, storia, tecniche, tutto viene collegato con un gioco sapiente di rimandi, dove passato, presente e futuro convivono insieme.
L’idea centrale è quella di una Festa, il visitatore si ritrova come invitato speciale ad una celebrazione di fine Settecento, nel grande salone del palazzo storico, in cui gli Obelischi Totemici ricordano da una parte i giochi di corte e dall’altra i fuochi d’artificio.
L’ideazione delle opere parte proprio dallo studio di giostre in legno e strutture di fuochi d’artificio di importanti architetti italiani.
Il materiale usato è la ceramica, una materia caro all’artista, per cui «L’ideazione nasce assieme al ‘fare con la materia’ e nel suo fare trova il potenziale evocativo capace di svelare le connessioni e le complessità del nostro tempo». Ceramica e porcellana, creano un collegamento aperto, sono in grado di mettere insieme varie tecniche artistiche, ma anche visioni e referenze storiche.
Una duplice dimensione è quella raccontata dai cinque Obelischi in ceramica, quella “micro” nell’esplorazione dell’opera stessa e quella “macro”, legata al territorio, da un lato materia è a servizio dell’opera, dall’altro crea un legame con il luogo da cui proviene.
L’installazione racchiude tutti i valori dell’influenza artistica di Cibelli, tra l’estetica del paesaggio italiano, e gli archivi che la storia ha prodotto, per creare una connessione intensa con gli spettatori.
Un titolo, “Tempo Rizomatico”, che riassume al meglio la sua poetica, passato, presente e futuro non sono separati ma convivono in un processo di connessioni, nulla può essere diviso, ma tecniche artistiche, referenze storiche, colori, materiali e tecniche convivono, nella complessità del nostro tempo.
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