21 opere inedite a tiratura limitata, una per ogni lettera dell’alfabeto italiano. È Alfabeto Treccani, la nuova collana nata dalla collaborazione tra Treccani Arte e Artissima. Iacopo Ceni, responsabile Treccani Arte, ci ha raccontato il primo progetto del nuovo ramo dell’Istituto della Enciclopedia italiana.
Come nasce l’idea di Alfabeto Treccani?
«Alfabeto Treccani, collana di opere inedite a tiratura limitata, nasce dalla collaborazione fra Treccani Arte ed Artissima.
L’idea alla base di questo progetto è quella di proporre una ricognizione dell’arte italiana contemporanea partendo dalle 21 lettere dell’alfabeto, ciascuna delle quali è rappresentata da un artista il cui nome comincia con la stessa.
L’alfabeto dunque diviene lo strumento del quale ci serviamo per fotografare lo stato dell’arte italiana attuale. Non ci siamo limitati alla stesura di voci biografiche per i singoli artisti, ma abbiamo chiesto loro di confrontarsi con le infinite possibilità di sperimentazione offerte dalla stampa artistica per creare opere in edizione limitata».
Quali sono i motivi che vi guidano nella scelta degli artisti?
«Seguiamo un metodo puramente enciclopedico: selezioniamo infatti artisti che abbiano già esposto in importanti istituzioni museali o che siano stati scelti per esporre i loro lavori in rassegne internazionali di rilievo (come la Biennale di Venezia o Documenta).
Questi i nomi di quest’anno, presentati a Torino durante Artissima: Giovanni Anselmo, Giorgio Andreotta Calò, Massimo Bartolini, Paolo Icaro, Marinella Senatore e Gian Maria Tosatti».
Quali sono i risultati ottenuti dalla prima serie di opere realizzate da Alfabeto Treccani? Come si pone il progetto nel mercato?
«I risultati sono decisamente positivi, incoraggianti e in armonia con la volontà dell’Istituto Treccani di aprirsi all’arte contemporanea coinvolgendo un pubblico giovane e internazionale. Con queste opere speriamo infatti di poter offrire ai collezionisti o aspiranti tali un’alternativa stimolante alle opere uniche, che hanno spesso costi proibitivi».
Quali sono i rapporti con le gallerie che rappresentano gli artisti da voi selezionati, c’è scambio o lavorate direttamente con gli artisti?
«Lavoriamo direttamente con gli artisti sebbene capiti spesso di doversi confrontare con le gallerie che li rappresentano, le quali del resto accolgono sempre con piacere la loro inclusione all’interno del progetto».
Avete una strategia di comunicazione che lavora molto sui social e sul web. Che pubblico siete riusciti a raggiungere e quale è stato l’apporto del web nel raggiungimento di risultati per Alfabeto Treccani?
«Puntiamo molto sul digitale. Il nostro sito offre la possibilità di approfondire il profilo degli artisti selezionati e di ‘entrare’ nel backstage della produzione, documentato in ogni fase con fotografie e video.
Sui social, Facebook e Instagram, notiamo con piacere di essere seguiti da un pubblico sempre più ampio e variegato: dagli addetti ai lavori agli studenti, fino a coloro che desiderano avvicinarsi per la prima volta al mondo dell’arte contemporanea ed intravedono in Treccani una fonte autorevole».
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