Categorie: Arte moderna

Bernardo Bellotto alla Fondazione Ragghianti

di - 27 Novembre 2019

È un leggero, forse superficiale, spiazzamento quello avvertito dal visitatore medio che si addentra nella mostra sull’esperienza toscana di Bernardo Bellotto (1722-1780): la luce cristallina, le piccole figure nitide, le prospettive allungate e, sopra ogni cosa, il cielo dal colore intenso e gessoso che illustrano (nella percezione più frequente) le vedute meno convenzionali di una Venezia settecentesca o i paesaggi mitteleuropei di Dresda, Vienna e Varsavia, illuminano questa volta le città toscane di Firenze e Lucca. Qui anche il visitatore meno accorto potrà rendersi conto, in seconda battuta, del valore principale della mostra in corso alla Fondazione Ragghianti e visibile fino a gennaio. Bernardo Bellotto 1740. Viaggio In Toscana, a cura di una studiosa del calibro di Bożena Anna Kowalczyk, è infatti il risultato di una ricerca accurata che, come accade sempre più di rado nella dinamica degli eventi attorno ai grandi nomi, ha nell’esito espositivo una ragione e una prospettiva di rilievo scientifico.

Bernardo Bellotto (1722-1780), L’Arno verso il Ponte Vecchio, Firenze, 1743-1744. Olio su tela,
73,3 x 105,7 cm. Cambridge, Fitzwilliam Museum, inv. 192

Sul talentuoso e celebrato vedutista, protagonista del Settecento veneziano, forse appare arduo poter aggiungere qualcosa che non sia già stato oggetto di pubblicazioni, ricerche ed esposizioni tematiche. Ma il passaggio di Bellotto in Toscana nei mesi estivi del 1840, la rete di relazioni con mecenati e artisti, le prime esperienze dell’artista fuori dalla diretta area di influenza di Canaletto (che gli era zio per parte di madre) si intrecciano in questa mostra, e nello studio che la sostiene, per evidenziare alcuni aspetti ancora poco noti della storia dell’arte, della vicenda artistica di Bernardo Bellotto e dei fitti scambi intercorsi tra antiquari, collezionisti, agenti nell’Italia del XVIII secolo. In primo luogo, il soggiorno toscano risulta determinante per la formazione stessa di Bellotto, che quando si reca a Firenze ha appena diciotto anni, e per il suo inizialmente lieve ma determinato distanziarsi dalla scuola dello zio. Poi, seguendo un’indagine che si svolge lungo la ricca documentazione d’archivio (esposta e pubblicata nel catalogo) emerge anche la vivacità di una scena culturale toscana impegnata a promuovere il vedutismo sulle rive dell’Arno (e che singolarmente sceglie di farlo con un nome, al tempo, minore rispetto a quello di Canaletto, il che proverebbe quanto fosse già riconosciuto il talento del giovane Bellotto).

Bernardo Bellotto (1722-1780), Piazza San Martino con la cattedrale, Lucca, 1740. Olio su tela,
50,8 x 72 cm. York, York Art Gallery, inv. YORAG 771 (© York Museums Trust)

Sfilano così le tele (sei più alcuni disegni) in cui Bellotto ritrae una Firenze caliginosa, affollata di pochi tricorni e molti popolani, lungo le banchine del fiume, sui ponti e nella quasi immutata Piazza della Signora qui ritratta secondo una prospettiva quasi inedita al tempo con il Palazzo Vecchio frontale rispetto all’osservatore. La visione contestuale di queste opere (provenienti da collezioni private e importanti musei italiani e europei) contribuisce a delineare quegli elementi di impostazione prospettica e stile che marcano l’autonomia artistica di Bellotto. Al cuore della mostra regna la visione della Piazza San Martino a Lucca, un olio su tela di modeste dimensioni, che qui viene messo in relazione con cinque disegni realizzati per altrettante vedute della città e conservati alla British Library a Londra.

Fino al 6 gennaio 2020

“Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana”

mostra a cura di Bożena Anna Kowalczyk

Fondazione Centro Studi Ragghianti

Complesso monumentale di San Micheletto

Via San Micheletto 3, Lucca

Info: info@fondazioneragghianti.it | tel. +39 0583 467205

Articoli recenti

  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Le regole di Sophie Taeuber-Arp per ripensare l’astrazione: la mostra a Parigi

Curve, cerchi e linee ondulate, al centro della mostra che la sede parigina di Hauser & Wirth dedica Sophie Taeuber-Arp:…

9 Febbraio 2026 11:30