Gustave Caillebotte, Partie de bateau, vers 1877 1878, Musée d'Orsay. Achat grâce au mécénat exclusif de LVMH, Grand Mécène de l’établissement, 2022. Credit Musée d’Orsay, dist. RMN-Grand Palais et Sophie Crépy
C’è molto di più di un ritratto dietro a quell’uomo affacciato al balcone di Parigi. Una città moderna, mondana, ma fatta anche di mille altre figure che ruota attorno all’universo borghese. È proprio questo ciò che ha cercato di rappresentare e descrivere, attraverso la sua opera, Gustave Caillebotte (1848-1894): uno dei più grandi pittori impressionisti attivi sulla scena della capitale francese che ha saputo riscrivere, in parte, i canoni della pittura dell’epoca e non solo, concentrandosi prevalentemente sulle figure maschili e sui ritratti di uomini. A interrogarci oggi sulla modernità radicale dei capolavori dell’artista attraverso il prisma del nuovo sguardo che la storia dell’arte rivolge alle mascolinità del XIX secolo, è la mostra Peindre les homme, ospitata al Museo d’Orsay fino al 19 gennaio 2025, che ha come soggetto proprio la predilezione di Caillebotte per la figura maschile.
Nella sua volontà di produrre arte vera e nuova, l’artista ha preso come soggetto i luoghi che ha attraversato – la Parigi di Haussmann, le località di villeggiatura attorno alla capitale -, gli uomini del suo entourage come i suoi fratelli, gli operai che lavoravano per la sua famiglia, i suoi amici velisti, e, infine, la sua stessa esistenza. Rispondendo al programma “realista”, introduce nuove figure nella pittura, come l’operaio urbano, l’uomo sul balcone, lo sportivo o l’uomo nudo nell’intimità del suo gabinetto. All’epoca del trionfo della virilità e della fratellanza repubblicana, ma anche della prima crisi della mascolinità tradizionale, la novità e la potenza di queste immagini mettevano in discussione sia l’ordine sociale che quello sessuale. Al di là della propria identità, quella di giovane e ricco scapolo parigino, Caillebotte porta nel cuore dell’impressionismo e della modernità una profonda interrogazione sulla condizione maschile. Tanto più evidente nelle opere, splendide, che rappresentano operai al lavoro, come quelli che applicano il parquet negli appartamenti borghesi.
La mostra, composta da circa 70 opere, raccoglie i più importanti dipinti di figure di questo grande autore, oltre a pastelli, disegni, fotografie e documenti ed è stata pensata per celebrare l’anno del 130° anniversario della morte dell’artista (1894), che corrisponde anche alla data del lascito della sua incredibile collezione di dipinti impressionisti allo Stato. Per celebrare questo evento, tutte le opere del lascito saranno temporaneamente presentate in una delle sale del percorso permanente del museo, facendo rivivere l’apertura della “Sala Caillebotte” presso il museo del Lussemburgo nel 1897.
Tuttavia, il progetto espositivo è molto più ampio e dopo la tappa parigina proseguirà con una seconda mostra al J. Paul Getty Museum di Los Angeles (dal 25 febbraio al 25 maggio 2025) e all’Art Institute di Chicago (dal 29 giugno al 5 ottobre 2025): spinto senz’altro dalla recente acquisizione di due importanti dipinti di Caillebotte da parte del J. Paul Getty Museum (Giovane uomo alla finestra) e del museo d’Orsay (Parte di barca), e si basa sulla presenza del capolavoro dell’artista, Strada di Parigi in un tempo di pioggia, in prestito dal Museo di Chicago. Una mostra che si inserisce nella continuità delle numerose mostre che, a partire dalla grande retrospettiva del 1994-1995 avvenute tra Parigi e Chicago, hanno permesso di riscoprire la figura di Gustave Caillebotte e di mettere in luce alcune sfaccettature della sua opera: il periodo di Yerres, i legami tra la sua pittura e la fotografia, la passione per l’arte dei giardini, e molte altre sfaccettature che emergono chiaramente e vengono approfondite in questa nuova, grande esposizione.
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