Claude Monet, Meules a Giverny. Courtesy of Sotheby's
A 150 anni esatti dalla nascita dell’Impressionismo, la casa d’aste Sotheby’s annuncia Meules à Giverny (1893) di Claude Monet tra i top lot della vendita newyorkese del 15 maggio. Il tutto, esattamente cinque anni dopo che un altro capolavoro della serie dell’artista, Meules del 1890, raggiungeva $ 110,7 milioni da Sotheby’s, stabilendo un prezzo record per l’artista e per qualsiasi pezzo impressionista mai venduto all’asta.
«Essendo una delle sue serie più amate e importanti», spiega Sharon Kim, Sotheby’s Deputy Chairman, Impressionist and Modern Art, «i Covoni incarnano l’approccio meticoloso di Monet alla pittura. Nel rivisitare scene in diversi momenti della giornata e delle stagioni, ha tradotto nel dettaglio i sottili cambiamenti nel paesaggio causati dalla variazione della luce e dell’atmosfera per creare una visione sottile e armoniosa attraverso le sue opere, mostrando la sua continua sperimentazione con la pennellata e anticipando così le sue Ninfee, che avrebbero inaugurato un’era completamente nuova dell’arte moderna».
Una giornata soleggiata e l’effetto della luce sulla paglia. Il soggetto è quello della campagna francese, già approfondito da Jean-François Millet e dalla Scuola di Barbizon. Ma «Monet ha reso unica questa tradizione con il suo stile», spiegano gli esperti della casa d’aste, «impiegando pennellate brevi e frammentate, sfruttando le rivelazioni nella gestione della superficie affinate mentre completava la sua serie incentrata sulla Cattedrale di Rouen, iniziata nel 1892 e terminata nel 1894».
Eseguita nel 1893, Meules à Giverny è una delle poche opere dell’artista che presentano l’iconico motivo dei covoni a finire all’incanto negli ultimi anni. Importante, inoltre, la sua “discendenza”: il suo primo proprietario, il pittore paesaggista americano Dwight Blaney, lo prestò al Museum of Fine Arts di Boston. L’opera è rimasta per decenni nella stessa collezione privata e adesso è pronta a trovare un nuovo proprietario durante l’asta di Sotheby’s. Non resta che scoprire, adesso, a quale cifra saranno disposti ad arrivare i collezionisti di New York.
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