Casino Nobile Villa Albani Torlonia © Fondazione Torlonia Photo © Massimo Listri
Sul suggestivo scenario di Villa Albani Torlonia a Roma, venerdì, 10 novembre, si è tenuto l’evento SPECULUMAMORIS, ispirato al testo Lo specchio delle Anime Semplici, rimasto anonimo fino alla metà del ‘900, quando la studiosa Romana Guarnieri ritrovò il manoscritto nella biblioteca del convento di Madeleine-lés-Orlèans e ne curò l’edizione critica. L’autrice del codex fu identificata nella mistica Margherita Porete, vissuta tra il XIII e il XIV secolo.
L’evento, incentrato sull’embodiment e concepito come un vero e proprio viaggio iniziatico, ha visto come protagonista l’artista Nora Lux, che, in una sequenza di tre momenti di grande intensità, ha inscenato la performance Tu sei Margherita Porete. La volontà dell’artista, dal capo velato di nero, è stata quella di porre in luce la storia della mistica Margherita, dissepolta da una lunga damnatio memoriae. Proveniente da una famiglia aristocratica era una donna colta, che, senza prendere i voti, scelse di condurre una vita dedita al lavoro, alla preghiera e alla predicazione. Il suo trattato, un dialogo allegorico tra tre dame – Amore, Anima e Ragione – fu giudicato eretico e le costò la vita. Margherita fu arsa viva dopo un anno di prigionia, in Place de Greve nel 1310, anticipando la sorte di un’altra nota figlia di Francia, Giovanna d’Arco, condannata al rogo nel 1431.
La performer Nora Lux, attraverso tre elementi simbolo della storia della mistica, ovvero la fiamma, la rosa e lo specchio, ha animato la scena sulle musiche Hypnotic Tecno di Carolina Fiori, ispirate al colore viola, al settimo chakra e alla coscienza cosmica. Brani immersivi miranti ad un’amplificazione sensoriale dell’esperienza di movimento, confronto e dialogo silenzioso tra la performer e gli spettatori.
Nell’ampio spazio all’aperto destinato alla reificazione dell’umiltà devota di Margherita e del pathos che segnò il suo destino, la fruizione è stata infine invitata a posizionarsi di fronte ad una finestra, nel folto di una distesa di erbe aromatiche, per fruire dall’esterno il concerto performativo “TOUCH” del pianista e compositore Alessandro Dolci. Nella stessa sala, appoggiata al parapetto, la performer Nora Lux sfogliava una rosa rossa, simbolo cristologico, sulle note della composizione.
Il brano del pianista, ispirato da alcune riflessioni del filosofo francese Maurice Merleau-Ponty e alla gestualità di Jackson Pollock, ha concluso la serata, inducendo attraverso la visione e l’ascolto, ad una riflessione sul corpo come estensione della mente e dell’anima e come potente mediatore tra il mondo interno ed esterno.
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