Short Theatre 2019: la guida agli spettacoli da non perdere

di - 3 Settembre 2019

Dal 6 al 14 settembre 2019, torna a Roma Short Theatre, con una quattordicesima edizione dedicata alla Visione d’insieme. Il Festival, diventato da tempo un appuntamento cruciale per la scena nazionale e internazionale delle arti performative, vedrà una prima di due giorni, il 6 e 7 settembre, negli spazi di WeGil, ospitando un flusso ininterrotto di performance, installazioni, listening session e momenti di riflessione, all’interno dello storico palazzo di Trastevere, riaperto alcuni anni fa, per far dialogare le forme razionaliste ideate dall’architetto Moretti nel 1933 con il presente della città, attraverso una pratica di risignificazione dello spazio pubblico.

Tra i vari appuntamenti di Short Theatre 2019 si potrà assistere alla lectio magistralis di Françoise Vergès, in collaborazione con il Modulo Arti del Master di Studi e Politiche di Genere di Roma Tre e NERO. Da segnare Black Med di Invernomuto, che esplora attraverso la cultura musicale la nozione di Mediterraneo nero, ricostruendo la mappa labirintica dei ritmi, le sonorità, le estetiche che attraversano il Mediterranneo. Da non perdere anche la prima nazionale di 100% POP, della coreografa dello Zimbawe attiva negli Stati Uniti, Nora Chipaumire. A scandire la temperatura dei due giorni di Short Theatre 2019 a WeGil arriverà, inoltre, Bermudas la coreografia “atmosferica” di MK di Michele Di Stefano, che sarà presentata anche nella versione estesa di Bermudas Forever.

Dall’8 settembre, poi, il Festival si sposterà alla Pelanda, dove si continueranno a esplorare formati differenti ed eterogeneità dei linguaggi, aprendo uno sguardo prismatico per interrogare le tante dimensioni della contemporaneità. Avremo l’occasione di vedere lavori di artisti internazionali come, tra gli altri, Jaha Koo che, in Cuckoo, ripercorre la storia recente della Corea del Sud e riflette sul tema dell’isolamento e del suicidio nella società sudcoreana in compagnia di un cuoci riso elettrico. L’artista egiziano-finlandese Samira Elagoz presenterà in Cock, cock…who’s there?, intenso spettacolo-conferenza-documentario nel quale condivide la sua ricerca – nata in seguito a una vicenda personale di abuso – sul dating online, sull’autodeterminazione femminile, sul consenso e sulla violenza sessuale, passando in rassegna l’intero spettro delle relazioni tra uomo e donna, dall’intimità alla brutalità, trascinando il pubblico nella riflessione sull’ambiguità radicale che le contraddistingue, oltre ogni moralismo (lo spettacolo è sconsigliato ai minori di 16 anni).

Presenti anche alcune delle realtà più interessanti della scena italiana. Chroma keys è l’ultima produzione meta-filmica della compagnia Motus, in cui vediamo Silvia Calderoni agire davanti al green screen dei set cinematografici, sabotando la cornice dello schermo in un’incursione dentro la meraviglia della finzione e dei suoi vecchi trucchi stereoscopici. Deflorian/Tagliarini presenteranno Scavi, in cui gli artisti restituiscono le scoperte fatte durante la fase di indagine del lavoro compiuto per Quasi niente, ispirato a Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni (in scena a Carrozzerie n.o.t.). E, ancora, tra gli altri, Barokthegreat con GHOST – Lucifer wants to sell, un solo che parte dallo studio del footwork, sottocultura e street-dance nata negli anni ’90 a Chicago, e il giovane duo Sirna/Pol che, ne I giardini di Kensington, compie un viaggio nell’intimità consuetudinaria di una coppia qualsiasi, fatta di complicità, piccole noie, litigiosità e gesti d’amore che fanno traballare il modello sociale – binario e normativo – a cui si pensava di aderire.

Attesissimo e segno di un’ulteriore collaborazione, con Grandi Pianure, la rassegna dedicata alla danza contemporanea del Teatro di Roma, curata da Michele Di Stefano, Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera per la danza, con il suo ultimo lavoro dal titolo Augusto, nel quale raccoglie il gesto quotidiano del ridere e lo trasfigura in un’unica parossistica espressione di gioia, euforia, commozione, sofferenza, rabbia e paura. Uno spettacolo sul bisogno di sentirsi amati in maniera incondizionata e sul dolore. E un omaggio alla figura dell’Augusto: il clown, il fool, l’idiota che combina guai e si orina addosso, sempre ubriaco, col naso rosso e che ride di tutto. Ma “augusto” significa anche imperiale, regale, autorevole, ed è il nome del primo imperatore romano. In scena l’8 e 9 settembre, alle 21, al Teatro Argentina.

Alessandro Sciarroni, Augusto, 2018. Photo © Alice Brazzit

Non mancheranno dj set, incontri e progetti in residenza. Sarà di nuovo presente la roulotte di Little Fun Palace di OHT di Filippo Andreatta e Salvatore Peluso, luogo effimero di aggregazione che nasce in omaggio al Fun Palace, il leggendario progetto dell’architetto Cedric Price e della regista teatrale Joan Littlewood che, negli anni Sessanta, volevano realizzare un’università della strada, un laboratorio del divertimento. Little Fun Palace ospiterà al suo interno una programmazione quotidiana speciale, in cui la comunità del festival potrà ritrovarsi a seguire delle reading sessions, godere di ascolti musicali in cuffia, consultare i volumi di una piccola biblioteca costruita ad hoc.

Molti altri i progetti di artiste e artisti presenti allo Short Theatre 2019. Non resta che lasciarsi trasportare da una programmazione che, all’insegna della Visione d’insieme, metterà in relazione le tracce diverse di una realtà sempre più complessa, facendo dialogare le stratificazioni della storia con ciò che accade nel presente, attraverso uno sguardo sempre aperto e inclusivo. Per il programma completo, potete dare un’occhiata qui.

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