Una lezione di The Momentary Now a Zona K, prima della pandemia. Foto Chiara Cordeschi
Abbiamo seguito The Momentary Now, la scuola di performance ideata dall’artista Marcella Vanzo dai suoi albori, in collaborazione con lo spazio di sperimentazione teatrale milanese ZONA K. Siamo stati ospiti alle lezioni, abbiamo assistito ai “racconti della performance” dalle Avanguardie del Novecento a oggi, e raccontato quanto oggi più che mai – nell’era della quotidiana tempesta di immagini e nel mondo che vive di psicosi collettive – sia importante e necessario un approccio all’arte “dal vivo”. Con meno intermediari possibili tra noi e l’opera, tra noi e l’azione. Poi, quasi a fare Cassandra, è arrivata la pandemia, il lockdown, la quarantena, la serrata. E tutti sappiamo com’è andata finire, anche sotto il profilo psicotico…Eppure…
Eppure nonostante la quarantena, nonostante le lezioni virtuali che hanno potuto comunque vantare ospiti come Pietro Gaglianò e Cesare Pietroiusti, nonostante ZONA K – partner di Vanzo in questa impresa – sia fisicamente ancora chiusa, The Momentary Now Performance School presenta la lezione aperta la sera di mercoledì 24 giugno in un parco milanese del centro. Sono gli 12 studenti della scuola di performance fondata da Marcella Vanzo a Milano, dai 20 anni ai 50, studenti, danzatori, impiegati, artisti in erba e non, che a partire dallo scorso ottobre hanno seguito un percorso fatto di corpo, relazione, contatto, tecnica e poesia, mentre la teoria e la pratica della performance sono state oggetto di tre lezioni di Gabi Scardi, Matteo Bergamini e Paola Clerico, che sono il comitato scientifico della scuola. Della performance, invece, Alessandra Donati ha illustrato il lato giuridico.
A metà febbraio Elena von Hessen, Giuseppe Mongiello, Luana Rossin, Lucrezia Balicco, Liber Dorizzi, Judith Annoni, Giulia Monte, Verdiana Maria Dolce, Giulia Fabbri, Pleto, Supersciri e Marco Bellomi si chiedevano cosa significa dal vivo, cosa significa stare lontani o vicini, ignari del loro prossimo destino. iniziavano a pensare al progetto finale per gli spazi di ZONA K in via Spalato 11, all’Isola (ricordatevi questo indirizzo, appena sarà possibile rimettere piede in teatro come piace a noi!)
Dopo il Covid 19, la sfida è stata quella di preparare un progetto in esterno, in un luogo non precisato (per evitare assembramenti, of course), secondo le misure di sicurezza imposte dai decreti vigenti. Si sono messi tutti alla prova, e a breve vedrete il risultato. Tutta la documentazione del corso è stata realizzata da Braeraklasse, il corso di Fotografia di Paola Di Bello, all’Accademia di Brera. Per chi non potrà essere presente…ci saremo noi, e vi racconteremo quest’ultima serata di un corso speciale, che ha dovuto a sua volta fare i conti con un anno decisamente particolare…Stay tuned!
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