Marcella Vanzo - VERSI 02, 2022, Contemporary Locus 10 years, Bergamo. Ph Mario Albergati
Contemporary Locus, in dieci anni di attività , ha spellato la patina del tempo dai luoghi dove si è insediato. Ha aperto paesaggi onirici nelle architetture, ricostruito memorie abbandonate dall’epoca di una chiusura: ha fatto respirare la storia -antica e recente- della città di Bergamo grazie all’arte contemporanea.
Per festeggiare questo compleanno l’associazione Contemporary Locus, ideata e curata da Paola Tognon, la scorsa domenica è tornata in uno dei luoghi che aveva già ri-abitato (con l’intervento Dust of Dreams di Eva Frapiccini, per esempio): l’ex Monastero del Carmine.
Stavolta però non ci sono “oggetti” a fare un’opera, ma ci sono corpi a fare l’arte insieme a una batteria: sono i “VERSI 02” di Marcella Vanzo, che con gli studenti di The Momentary Now, la scuola di performance dell’artista che è alla sua seconda edizione, con il supporto del teatro “scappatoia culturale” ZONA K di Milano, arrivano qui a irretire la placidità della Città Vecchia.
Perché sono VERSI di resistenza, di appartenenza, di fisicità esasperata: sono i versi dell’anima umana e delle relazioni con l’altro e con il mondo.
E poi ci sono i gesti: scriversi addosso e cancellarsi, quasi a mettere in quadro le parole che in una giornata qualsiasi ci vengono versate addosso, o le parole d’amore, o quelle della fine dell’amore, o dell’inizio dell’incomunicabilità .
Ci sono gli atti: quello di un’ipotetica penitenza, lo strofinare il pavimento carponi con i propri capelli, così come spazzare in maniera compulsiva utilizzando una ramazza dall’impugnatura troppo corta per poter essere solo il compiersi di una “semplice azione”.
E i VERSI sono le stesse poesie scritte da Vanzo che per quest’occasione non solo sono state recitate dall’artista ma anche accompagnate -appunto- dai suoni della batteria di Paolo Mongardi. A volte battiti di cassa irruenti, come le parole lanciate nell’aria, decorticate -come il sughero-, spazzolate, ma appassionate sempre, intagliate negli angoli della lingua italiana seguendo segreti, comete e misteri dell’esistenza.
“Parole, gesti e azioni – versi – restituiti a ciascuno di noi come morsi di vita, indifferenti al buon senso a al buon modo – si annunciava la serata. Dei lavori performativi di Marcella Vanzo rimangono ricordi e fotografie, attivate dallo sguardo e dalla memoria dell’osservatore. In questa logica l’artista ci ricorda che la performance è la messa in scena di una relazione”.
Quella stessa relazione tra luoghi-corpi e attori-arte che Contemporary Locus, da dieci anni, mette in scena a Bergamo. Applausi.
Negli spazi di Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala, vanno in mostra le opere di piĂą di 190 artisti,…
Oltre cinquanta opere, da De Chirico a Warhol, da Baselitz a Botero: l’Art Forum WĂĽrth Capena celebra il suo ventesimo…
Dopo le polemiche sull’ipotesi di un nuovo edificio alla Galleria Borghese, il museo di Roma chiarisce la situazione: nessun progetto…
Nel centro storico della Capitale, l'hotel Six Senses amplia il proprio percorso culturale con due opere dalla serie Titano Mio…
Dal capolavoro in cera "Enfant juif" alle geometrie di "Homage to the Square": a Milano, a Palazzo Crivelli, una vendita…
Alla Street Levels Gallery di Firenze, circa 50 opere raccontano l’evoluzione della ricerca di Marco Rèa: in mostra 20 anni…