Categorie: Attualità

A Boston, rimossa la statua di Abraham Lincoln per razzismo

di - 12 Gennaio 2021

A seguito di una petizione, lanciata dall’artista Tory Bullock, una statua che ritraeva Abraham Lincoln e un afroamericano ridotto in schiavitù, appena “liberato”, inginocchiato davanti a lui è stata rimossa dal Park Square di Boston.

«Guardo questo uomo inginocchiato da quando sono un bambino», ha scritto Bullock nella petizione. «Dovrebbe rappresentare la libertà, ma ci ritrae ancora al di sotto di qualcun altro. Mi sono sempre chiesto, “se è la rappresentazione di un uomo libero, perché è inginocchiato?” nessun bambino dovrebbe arrivare a porsi questa domanda».

La statua di bronzo, intitolata Emancipation Group e promossa da Thomas Ball, che raffigura un afroamericano, seminudo e legato a delle catene rotte, nell’atto di rialzarsi da terra, di fronte a un perfettamente ordinato e trionfante Abraham Lincoln, era stata in origine realizzata per celebrare l’emancipazione di coloro che furono “liberati”, dopo secoli di schiavitù, a partire dal periodo seguente alla Guerra Civile. In seguito all’uccisione di George Floyd da parte della polizia avvenuta in maggio 2020 a Minneapolis e alla conseguente espansione del movimento Black Lives Matter, molti hanno cominciato a vedere questo genere di monumenti – diffusi in tutto il territorio americano – sotto una diversa luce.

Grazie alle oltre 12mila firme raccolte da Tory Bullock in una petizione che chiedeva la sostituzione le autorità cittadine hanno deciso di rimuovere il monumento dal Boston Park, in cui trovava dal 1879. La scultura originale dalla quale era stato tratto, Freedmen’s Memorial, un’altra opera di Ball del 1876, è ancora situata al Lincoln Park di Washington DC dove, insieme allo stesso Lincoln Memorial, è più che mai fonte di un acceso dibattito.

La Boston Art Commission ha votato a favore della rimozione della statua, la quale era stata donata alla città dal politico Moses Kimball, uno dei fondatori del Boston Museum. Mark Pasnik, parte della Commissione, ha riferito alla stampa locale che la statua verrà sostituita da nuove opere e che sono in atto dei piani per realizzare una «Serie di tavole rotonde virtuali e installazioni artistiche di breve durata per esaminare e re-immaginare i nostri simboli culturali e le forme di arte pubblica».

«Questa decisione riconosce ufficialmente il ruolo della statua nel perpetuare pregiudizi dannosi e oscurare l’importanza fondamentale degli afroamericani nella lotta della nazione per la libertà», ha dichiarato alla CNN un portavoce del sindaco di Boston, Marty Walsh.

Nata a Modena nel 1998, sta concludendo la laurea triennale in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano. Parallelamente ha lavorato come intern alla Collezione Maramotti a Reggio Emilia, e successivamente presso il Center for Italian Modern Art (CIMA) a New York.

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