exibart.artworld: il giro del mondo dell’arte in sei notizie

di - 1 Marzo 2020

Mentre una fetta del nostro Paese è rimasta paralizzata da una sorta di quarantena a causa del Coronavirus (qui un ritratto distopico di Milano, per fare un esempio), in giro per il mondo questa è stata una settimana fitta di eventi. Ve ne proponiamo alcuni, nella nostra immancabile rubrica del fine settimana, exibart.artworld, riprendendo le notizie del mondo dell’arte tratte dalle maggiori testate internazionali.

  • A proposito di Coronavirus. Sotheby’s ha annunciato che trasferirà in America le maggiori aste che si sarebbero dovute tenere a Hong Kong in primavera. Per questioni di sicurezza, la casa d’aste ha infatti preferito spostare l’evento di aprile a New York. Le altre aste previste, invece, saranno rimandate all’estate. Per le stesse misure preventive e per arginare il contagio, anche il Giappone ha deciso di chiudere alcuni musei, tra cui il celebre teamLab Borderless di Tokyo.

    Il Digital Art Museum: teamLab Borderless. Photo courtesy of teamLab.

  • Per un museo che chiude, ce n’è uno che spalanca le sue porte per la prima volta. È il National Museum of Contemporary Art di Atene, che apre dopo una lunga serie di ritardi, dovuti a mancanza di fondi e altre disavventure. Il Ministro della Cultura lo ha definito un momento storico, che apre a nuove opportunità per l’arte contemporanea in Grecia.

    L’EMST di Atene apre finalmente le sue porte. Questa è una delle notizie di exibart.artworld, la racconta di notizie dal mondo dell’arte dell’ultima settimana (courtesy: EMST, Atene)

  • A Oslo verrà demolito un palazzo degli anni Sessanta, che presenta cinque murales che Pablo Picasso ha progettato in collaborazione con l’artista norvegese Carl Nesjar. Il governo promette di preservare i capolavori, ma Hyperallergic riporta che non tutti sono così fiduciosi.

    Uno dei murales di Picasso sul palazzo di Oslo che verrà presto demolito (via Wikimedia Commons)

  • La mostra di Leonardo da Vinci al Louvre di Parigi non delude le aspettative e si conferma lo show dei record. La mostra ha chiuso le porte lunedì, contando oltre un milione di visitatori. A fronte delle richieste pressanti, il museo ha reso disponibili online 30.000 biglietti ulteriori, per visitare l’esposizione in tarda serata in via eccezionale. Inutile a dirsi, le prenotazioni sono esaurite in tre ore.
  • C’è un nuovo artista in circolazione, e il suo cognome è parecchio familiare. Hunter Biden, figlio dell’ex vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ha deciso di abbandonare la sua carriera di avvocato e imprenditore, per dedicarsi interamente alla produzione artistica. Stando a quello che riporta Artnet News, Biden ha dichiarato che realizzare disegni con l’inchiostro soffiato su carta, lo ha aiutato a uscire da un periodo di dipendenza.

    Joe e Hunter Biden (Photo by Teresa Kroeger/Getty Images for World Food Program USA)

  • I quindici membri dello staff della storica testata Cahiers du cinéma si dimettono insieme per protestare contro i nuovi proprietari. Un pool di banchieri, imprenditori e produttori cinematografici ha infatti acquistato recentemente la rivista. Artforum racconta che lo staff di “Cahiers du cinéma” ritiene che l’accordo stabilito comprometta la loro indipendenza editoriale.

    Tra le notizie dal mondo di questa settimana, le dimissioni in tronco dello staff della rivista. Qui il numero di Febbraio 2020 di Cahiers du cinéma

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