Anita Molinero, Sans titre ( Floraison pour Nollapa), 2017, Collection Fondation Villa Datris, Photo Bertrand Hugues
âDal 19 maggio dobbiamo riscoprire lâarte di vivere alla franceseâ, ha dichiarato il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, alla stampa regionale il 29 aprile scorso. Musei, gallerie dâarte pubbliche e private, cinema e teatri si apprestano cosĂŹ ad accogliere un pubblico non superiore a 800 persone, al loro interno, e 1000 allâesterno.
Ă questa la seconda tappa, su quattro, di un calendario che dovrebbe chiudersi a fine giugno. Il lockdown culturale Ăš durato ben sei mesi, durante i quali non sono mancate forti tensioni tra il governo e il mondo della cultura esplicitate attraverso manifestazioni e dibattiti. Oggi, i malumori sono alle spalle (?), e gli innumerevoli inviti a mostre online lasciano il posto a quelli faccia a faccia. E cosĂŹ tra arte contemporanea, moderna o classica ecco qualche appuntamento parigino per uscire fuori dal torpore fisico e mentale.
Sono diverse le proposte che ruotano intorno, tra complessitĂ e paradossi, al concetto di artista donna. Il Centre Pompidou apre con âElles font lâabstractionâ che riunisce centodieci artiste per ripercorrere la storia dellâastrazione a partire dal 1860 fino agli anni ottanta attraverso arte plastica, danza, fotografia, film e arti decorative. La mostra, curata da Christine Macel â che ha curato la 57esima Biennale dâarte di Venezia â e dalla curatrice associata per la fotografia, Karolina Lewandowska, vuole essere una reinterpretazione inedita della storia dellâastrazione per guardare piĂč da vicino i contributi specifici, e a volte ingiustamente celati, di numerose artiste. Il percorso Ăš scandito da sezioni diverse come Symbolisme sacrĂ©, dove scopriamo i lavori di Georgiana Houghton â la piĂč radicale tra le artiste spiritiste â o Danse et abstraction, la gĂ©omĂ©trisation du corps dove troviamo le creazioni di LoĂŻe Fuller o di Giannina Censi, seguono i lavori della pittrice e designer Vanessa Bell, sorella di Virginia Woolf, o di Sophie Taeuber-Arp, Barbara Hepworth, Trisha Brown, Carla Accardi, Judy Chicago, Regina Cassolo Bracchi, Wook-kyung Choi o Howardena Pindell, per citarne solo alcune.
Le donne conquistano il cinema ovvero il contributo delle donne alla storia del cinema, lungo le griglie dellâHĂŽtel de Ville della capitale francese. La settima arte scritta al femminile parte qui da Alice Guy, che nel 1896 realizza la primissima fiction della storia, per passare da AgnĂšs Varda, Jane Campion, CĂ©line Sciamma o Naomi Kawase, sulla scia del libro di VĂ©ronique Le Bris 100 grands films de rĂ©alisatrices, che vede la prefazione di Julie Gayet. Facciamo un salto nel passato in âPeintres femmes, 1780 â 1830. Naissance dâun combatâ, accolta al MusĂ©e du Luxembourg, per scoprire la situazione delle artiste nel XVIII e XIX secolo e i cambiamenti sociali e artistici a cui hanno fortemente contribuito.
Il Palais de Tokyo dĂ carte blanche ad Anne Imhof che presenta âNatures Mortesâ, una mostra curata da Emma Lavigne e Vittoria Matarrese. Si tratta di unâopera totale e polifonica tra performance, musica e pittura, in dialogo con una trentina di artisti come Eliza Douglas, Trisha Donnelly o Sigmar Polke qui presente con Axial Age (2005-2007) â esposto per la prima volta in Francia, questo insieme monumentale di dipinti, realizzati tra il 2005 e il 2007, Ăš un prestito dalla collezione Pinault. Lâartista tedesca, che ha ricevuto il Leone dâOro della Biennale di Venezia nel 2017 con il progetto Faust, Ăš giĂ stata accolta al Palais de Tokyo nel 2015 con la performance Deal nellâambito del festival âDo Disturbâ. Ricordiamo che sono state accolte le carte blanche di Ugo Rondinone (2007), Philippe Parreno (2013), Tino Sehgal (2016), Camille Henrot (2017) e TomĂ s Saraceno (2018).
Carte blanche anche alla Fondation Dapper che presenta âDĂ©sir dâhumanitĂ©â al MusĂ©e du Quai Branly â Jacques-Chirac. Si tratta di una mostra monografica dellâartista camerunense BarthĂ©lĂ©my Toguo, che attraverso disegni, acquerelli, sculture, fotografie, installazioni o performance, ci parla dellâumanitĂ e delle disfunzioni del mondo odierno. La Fondazione Villa Datris, dedicata quasi esclusivamente alla scultura, presenta la collettiva âRe-cyclage/sur-cyclageâ dove potrete scoprire DĂ©pĂŽt de la cabane de plage qui et aussi une cabane de projection (2010), una superba installazione di AgnĂšs Varda che invade una stanza con materiali di recupero e un breve film in loop. Ă unâoccasione per scoprire anche il lavoro di Anita Molinero, artista francese che da diverso tempo lavora con materiali tossici e plastici come i cassonetti urbani dei rifiuti per creare sculture originali. Lungo il percorso ci sono inoltre due artisti da seguire, quali Francesca Pasquali (Bologna, 1980) che tra natura e artificio ci presenta qui Isole (2019) o Moffat Takadiwa (Karoi, 1983) che rivisita la cultura artigianale del nord dello Zimbabwe a partire da rifiuti come tappi di bottiglie o materiale informatico. Moderno e contemporaneo invece per lâottava edizione di Paris Gallery Weekend che si svolgerĂ dal 3 al 6 giugno con 125 gallerie, 9 percorsi e circa 150 mostre â unâoccasione per incontrare artisti e galleristi. In questo mese di maggio Ăš attesissima lâapertura della Bourse de Commerce â Pinault Collection prevista per il 22 maggio, sulla quale torneremo prestissimo con maggiori dettagli.
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