Il licenziamento del caporedattore di Artforum, David Velasco, all’indomani della pubblicazione della lettera firmata da migliaia di artisti di tutto il mondo, in cui si chiedevano il cessate il fuoco su Gaza e la liberazione del popolo palestinese, sembra essere l’inizio di un terremoto, nel settore dell’editoria statunitense. Dopo l’allontanamento di Velasco, infatti, quattro membri dello staff della autorevole rivista d’arte contemporanea, che fa parte dal 2002 del gruppo editoriale Penske Media Corporation, hanno deciso di dimettersi. Si tratta di Kate Sutton, redattrice associata di Artforum dal 2018, Zack Hatfield e Chloe Wyma, entrambi redattori senior, ed Emily LaBarge, una collaboratrice londinese.
Pubblicata su Artforum il 19 ottobre, la lettera di cessate il fuoco ha suscitato l’immediata reazione da parte di diverse personalità nel mondo dell’arte, principalmente galleristi, collezionisti e direttori di musei, tra cui Dominique Lévy, Brett Gorvy e Amalia Dayan, per non aver condannato gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. A seguito di questa dura presa di posizione, diversi firmatari della lettera del 19 ottobre hanno preferito cancellare la loro firma, tra cui gli artisti Joan Jonas, Tomás Saraceno, Katharina Grosse – che ha collegato a «Un momento di shock emotivo» la sua scelta iniziale di firmare la lettera – e Peter Doig, che in compenso ha appena lanciato una vendita di stampe per raccogliere fondi per il George Padmore Institute di Londra.
«Il licenziamento di David Velasco viola tutto ciò che avevo a cuore della rivista e rende il mio lavoro insostenibile. Sono devastata da questo provvedimento e mi mancheranno profondamente i miei talentuosi colleghi e collaboratori», ha scritto Wyma in un post su X. La decisione di Artforum «È inaccettabile ed è un presagio minaccioso per il futuro della rivista», ha aggiunto Hatfield. Nel frattempo, Nan Goldin, tra le prime firmatarie della lettera di cessate il fuoco, ha dichiarato al New York Times, che non avrebbe più lavorato con Artforum, definendo il contesto attuale come «Agghiacciante». Diversi artisti, giornalisti e professionisti del settore hanno poi espresso la loro preoccupazione per la libertà di stampa delle rivisti culturali, in un’ennesima lettera aperta.
«In quanto collaboratori e membri del settore artistico coperto dalle seguenti filiali di Penske Media Corporation (PMC), con la presente ritiriamo la nostra futura partecipazione a qualsiasi attività editoriale o commerciale di: Artforum Media, LLC d/b/a Artforum International Magazine, ArtforumEDU, artforum.com; Art Media, LLC d/b/a Art in America, ARTnews, AiA Guide, artnews.com», si legge nella lettera, intitolata “Un attestato di indipendenza editoriale”. «Vogliamo spazi indipendenti per l’arte. La cultura ufficiale del nostro tempo è autodistruttivamente conservatrice».
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