Maurizio Cattelan non era a conoscenza della banana, l’altra. Continua su questa linea la difesa dell’artista italiano che, nei prossimi mesi, dovrà affrontare l’ennesima causa di plagio, intentata, questa volta, da Joe Morford, autore, appunto, di un’altra banana attaccata al muro con del nastro adesivo, risalente però a diversi anni prima di quella – decisamente più illustre e virale – che ci ha fatto discutere, esposta ad Art Basel Miami Beach nel 2019.
Morford realizzò la sua “Banana & Orange” nel 2000. Il pezzo, facente parte dalla serie “Sculptures: Still Life”, è composto da due pannelli rettangolari verdi sovrapposti: in quello superiore compare un’arancia, mentre quello inferiore presenta una difficilmente equivocabile banana. Ma è davvero la stessa banana di “Comedian”, di coltivazione rigorosamente biologica (per il sapore, chiedere a David Datuna), attaccata con del nastro adesivo argentato al muro bianco del prestigioso stand di Perrotin ad Art Basel Miami Beach, venduta in tre versioni, complessivamente per 390mila dollari? A deciderlo sarà il giudice distrettuale degli Stati Uniti Robert N. Scola, che già a luglio riteneva sufficienti gli elementi presentati da Morford per andare a processo.
Nei giorni scorsi gli avvocati hanno presentato una nuova documentazione, in cui si ribadisce che Maurizio Cattelan non poteva conoscere l’esistenza dell’altra opera d’arte. O, almeno, che sia una eventualità impossibile da dimostrare con chiarezza. In risposta alla sfida di Morford, la difesa ha citato 19 argomentazioni, presentate in un documento dallo studio legale della Florida Stroock & Stroock & Lavan, per conto della rappresentanza legale di Cattelan a New York. Gli atti deposti in tribunale affermano che Cattelan «Ha creato in modo indipendente il suo lavoro, “Comedian”, senza conoscenza o alcun riferimento al lavoro di Morford, “Banana & Orange”». Secondo i documenti, Cattelan ha venduto tre copie, oltre a due prove, per oltre 390mila dollari.
Cattelan ha affermato che l’accusa di violazione del copyright di Morford non può essere considerata valida perché «Non si può stabilire che l’imputato avesse accesso al lavoro di Morford prima di realizzare “Comedian”». Contestata anche la registrazione del copyright dell’opera di Morford, avvenuta dopo l’esposizione di quella di Cattelan. E poi, l’inclusione nell’opera dell’artista statunitense di un articolo di uso comune, come del nastro adesivo, e di «Elementi che appaiono in natura», vale a dire arance e banane, non soddisfa il grado di originalità richiesto dall’US Copyright Act. Inoltre, l’inclusione di altri elementi, quali l’arancia e lo sfondo verde, pesano contro la somiglianza.
Insomma, la domanda è sempre quella, ormai abusata nell’arte contemporanea e difficilissima da risolvere: chi è l’autore? Una banana difficile da pelare, per il giudice.
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