Palazzo Ducale, Sala Scrutinio
Un settembre di grandi cambiamenti, per la Fondazione Musei Civici di Venezia: l’istituzione che gestisce alcuni tra i siti culturali più preziosi e visitati della città lagunare, come Palazzo Ducale, Museo Correr e Palazzo Fortuny, ha annunciato il suo nuovo assetto. La direzione della Fondazione sarà dunque riorganizzata in due aree di competenza. L’Area Servizi Centrali, affidata al Segretario Organizzativo Mattia Agnetti che, alle preesistenti funzioni di Amministrazione Finanza e Controllo, IT e Organizzazione, Tecnico Manutenzioni e Allestimenti, Sicurezza e Logistica, Risorse Umane, Relazioni Sindacali, aggiungerà competenza su Attività Educative, MUVE Academy, Comunicazione Promozione e Sviluppo Commerciale e Ufficio Stampa. Mentre l’Area Attività Museali, affidata alla Dirigente Area Musei Chiara Squarcina, avrà competenza sull’Area Musei, Exhibition Office, Studi e Ricerche, Catalogo e Collezioni Storiche.
Nell’organigramma, al di sopra di queste due aree di competenza rimane il Comitato di Direzione, composto dai responsabili delle sedi museali e dei servizi della Fondazione e che si riunirà periodicamente, almeno due volte al mese, con funzione di ascolto e advisory per la Presidenza e il CDA. Il primo incontro è fissato per il 14 settembre: sarà l’occasione per fare il punto sul nuovo assetto e, tra le altre cose, si presenterà la programmazione delle iniziative del trimestre settembre – dicembre 2022.
A tale struttura sarà affiancato un Comitato Scientifico, composto da esperti nazionali e internazionali, che accompagnerà lo staff della Fondazione «Nel percorso di crescita delle collezioni e delle sedi museali, sui depositi e le partnership, creando un trade union tra la Fondazione e il mondo dell’arte e della cultura ai massimi livelli pur mantenendo cuore e anima sul territorio». A oggi la Presidenza sta vagliando i curricula dei professionisti, spetterà al Consiglio di Amministrazione decretarne la nomina e dare avvio poi alla collaborazione.
Questo nuovo assetto organizzativo fa seguito alle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione nei mesi scorsi e «Consentirà all’Ente di proseguire lungo il percorso tracciato in questi anni e dare nuovo slancio all’attività museale e culturale della città di Venezia», si legge in una nota diffusa alla stampa. Insomma, una risposta alternativa alle discussioni degli scorsi mesi, quando fu lanciata anche una petizione per chiedere la pubblicazione di un concorso pubblico per la nomina del nuovo direttore, dopo i saluti di Gabriella Belli causa pensionamento.
Istituita nel 2008, con il Comune di Venezia come socio unico fondatore, attualmente presieduta da Maria Cristina Gribaudi, con il sindaco Luigi Brugnaro come vicepresidente, la Fondazione è diventata uno dei modelli di gestione civici dei beni culturali più citati degli ultimi anni, nel bene e nel male. Da un lato, l’agilità organizzativa e burocratica di questo sistema permette una conduzione del bene – cioè del museo – più autonoma rispetto alla macchina del Comune e più specifica. Dall’altro, viene criticata la deriva manageriale: l’ultima polemica è sorta dopo l’aumento del costo del biglietto per i musei dell’area marciana, da 25 a 30 euro. Prenotando un mese prima, invece, il prezzo è invariato.
«La scelta di non nominare subito un nuovo direttore per la Fondazione Musei Civici di Venezia è stata condivisa ed è nota da tempo», ha dichiarato Gribaudi, ringraziando l’ormai ex direttrice Gabriella Belli. «Il riassetto delle funzioni varato oggi vuole essere una conferma del percorso virtuoso intrapreso dalla Fondazione, in perfetta sincronia con l’Amministrazione comunale e il Sindaco Luigi Brugnaro, e soprattutto un rilancio delle professionalità presenti che in questi anni sono state in grado di affrontare anni difficili e sfidanti e che conoscono nel profondo quanto le collezioni hanno ancora da offrire», ha continuato Gribaudi, anticipando il programma delle prossime mostre, quelle su “Kandinksy e le avanguardie” al centro Culturale Candiani di Mestre, a fine settembre, quella sul Carpaccio al Ducale per il 2023, quella dedicata al ritratto veneziano nell’800 alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. «Questi progetti espositivi sapranno valorizzare le strutture museali in laguna e in terraferma, a cominciare da Forte Marghera, e ampliare l’offerta culturale della città nel suo complesso».
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