Categorie: Attualità

Un nuovo colore super bianco potrebbe salvarci dall’emergenza climatica

di - 20 Luglio 2023

Da una parte, il nero più nero, il Blackest black, creato nel 2019 dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology e in grado di trattenere il 99,995% della luce. Dall’altra, come nella più classica delle applicazioni degli opposti yin e yang, il bianco più bianco, realizzato dagli scienziati della Purdue University, che già avevano sviluppato una vernice acrilica super bianca in grado di riflettere il 95,5% della luce solare e che si sono superati, arrivando ad aumentare il riflesso fino al 98,1%, stabilendo il Guinness World Records di vernice più bianca.

Agli artisti staranno luccicando gli occhi. D’altra parte, lo stesso Anish Kapoor, nel 2016, si assicurò i diritti esclusivi per l’utilizzo del Vanta Black che, all’epoca, era il pigmento nero più nero del mondo – assorbe il 99,965 % della luce –, scatenando l’ira di molti colleghi e una serie di diatribe legali. Ma l’applicazione della nuova vernice super bianca potrebbe andare anche oltre l’opera. «Non stavamo cercando di sviluppare la vernice più bianca del mondo», ha detto al New York Times Xiulin Ruan, professore di ingegneria meccanica della Purdue University, che ha supervisionato la ricerca. «Volevamo aiutare con il cambiamento climatico, una crisi che sta peggiorando. Volevamo vedere se fosse possibile aiutare a risparmiare energia raffreddando la Terra».

Con la sua altissima capacità di disperdere la luce solare, non solo la vernice ultra bianca di Purdue non crea un accecante effetto di riflessione ma riesce anche a mantenere le superfici più fresche al tatto, anche con il caldo torrido. Una superficie dipinta con questo bianco può essere più fredda anche di 13 gradi centigradi, rispetto alla temperatura del primo pomeriggio. Di notte, la differenza è ancora più marcata, arrivando fino a 19 gradi. Dipingere gli edifici con questo bianco più bianco, oltre a creare un bell’effetto casa alle Isole Cicladi, potrebbe aiutare a compensare l’effetto isola di calore urbano, causata dal fatto che la maggior parte degli edifici assorbe una quantità enorme di calore, provocando un aumento delle temperature.

Il team Purdue creò la prima vernice ultra bianca con particelle di carbonato di calcio. La nuova versione, frutto di sei anni di ricerca e di test condotti su più di 100 materiali diversi, è realizzata con solfato di bario, con il quale è possibile rendere le cose davvero molto riflettenti, cioè davvero molto bianche. La vernice bianca già si usa per gli esterni degli edifici nelle zone più calde del pianeta ma le vernici tradizionali riflettono solo l’80-90% della luce solare e il calore continua a salire. Questo bianco bianchissimo invece sembra poter funzionare quasi come un condizionatore d’aria ma ad energia zero e senza l’inconveniente di emettere calore all’esterno. Secondo alcune stime, il fabbisogno di aria condizionata di un edificio rivestito con vernice al solfato di bario potrebbe diminuire fino al 40%.

«Per raggiungere questo livello di raffreddamento al di sotto della temperatura ambiente, abbiamo dovuto applicare uno strato di vernice di almeno 400 micron di spessore», ha spiegato Ruan. «Va bene se stai dipingendo una robusta struttura fissa, come il tetto di un edificio. Ma nelle applicazioni che hanno requisiti precisi in termini di dimensioni e peso, la vernice deve essere più sottile e leggera». I ricercatori sono stati infatti immediatamente contattati da decine di aziende diverse, dai produttori di veicoli spaziali ai designer, fino alle case di moda. Ecco perché il team di Ruan ha iniziato a sperimentare con altri materiali, spingendo al limite la loro capacità di diffondere la luce solare. La loro ultima formulazione è una vernice nanoporosa che incorpora il nitruro di boro esagonale come pigmento, una sostanza utilizzata principalmente nei lubrificanti. Questa nuova vernice raggiunge quasi lo stesso parametro di riflessione solare (97,9%) con un solo strato di vernice da 150 micron.

«Questo peso leggero apre le porte a tutti i tipi di applicazioni», ha affermato George Chiu, professore di ingegneria meccanica alla Purdue ed esperto di stampa a getto d’inchiostro. «Ora questa vernice ha il potenziale per raffreddare gli esterni di aeroplani, automobili o treni. Un aeroplano sull’asfalto in una calda giornata estiva non dovrà far funzionare l’aria condizionata al massimo per rinfrescare l’interno, risparmiando grandi quantità di energia. Anche i veicoli spaziali devono essere il più leggeri possibile e questa vernice può venire loro incontro». Aspettiamo dunque applicazioni smaglianti anche nell’arte contemporanea.

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