Alla vigilia del suo insediamento come sindaco di New York, Zohran Mamdani ha scelto il linguaggio dell’arte – e in particolare quello della performance – per mettere in scena un gesto politico dichiaratamente simbolico. Domenica 14 dicembre, al Museum of the Moving Image del Queens, il sindaco ha dato vita a The Mayor is Listening, una maratona di ascolto di dodici ore che richiama esplicitamente The Artist is Present di Marina Abramović, la storica performance realizzata al MoMA nel 2010. Un legame fortissimo con l’arte, quindi, ma anche con la stessa città di New York e con un gesto che ha incontrovertibilmente segnato la scena artistica mondiale, proprio partendo dalla Grande Mela.
Il format è semplice ma estremamente carico di rimandi: incontri individuali, della durata di tre minuti ciascuno, prenotabili online dopo l’annuncio diffuso da Mamdani attraverso Instagram. Circa 140 persone hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con il loro primo cittadino, in un contesto volutamente sottratto alla mediazione della stampa. Le conversazioni si sono infatti svolte a porte chiuse, pur rimanendo visibili dall’esterno attraverso una grande finestra, trasformando l’ascolto in un atto pubblico, quasi – appunto – performativo. Per Marina Abramović, «l’essenza della performance è che il pubblico e il performer realizzano l’opera insieme»; appare in quest’ottica ancora più simbolicamente forte la citazione di Mamdani.
Accanto al sindaco, hanno presenziato all’iniziativa anche alcune figure chiave della futura amministrazione cittadina, dal vicesindaco entrante Dean Fuleihan alla capo dello staff Elle Bisgaard-Church, fino a Lina Khan, copresidente del Comitato per la transizione. Un dispositivo corale che ha rafforzato l’idea di una politica non tanto intesa come esercizio verticale del potere, ma come vero e proprio spazio di relazione.
Secondo quanto riportato, i visitatori sono stati invitati a lasciare messaggi scritti su cartoline destinate al sindaco e al suo team, mentre l’atmosfera informale dell’evento è stata sottolineata anche dal chai offerto dallo staff di Qahwah House, una caffetteria yemenita legata alla biografia personale di Mamdani.
L’iniziativa si inserisce in un rapporto già avviato da tempo tra il neo-eletto sindaco e il Museum of the Moving Image, con cui Mamdani collabora da tempo sul fronte dell’accessibilità culturale. Da ex membro dell’Assemblea dello Stato di New York, in rappresentanza di Astoria e Long Island City, ha sostenuto programmi di visite didattiche gratuite e multilingue e promosso incontri tra le istituzioni culturali cittadine. Più che un omaggio all’arte performativa, The Mayor is Listening sembra dunque configurarsi come un esperimento di comunicazione politica, che assume il museo come spazio civico e l’ascolto come gesto fondativo.
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
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