Secondo quanto riportato dal quotidiano turco Cumhuriyet, la pavimentazione marmorea della Basilica di Hagia Sofia, a Istanbul, è stata gravemente danneggiata, a causa del peso delle attrezzature per la pulizia. I pavimenti in marmo hanno subito vari danni da usura nel corso dei secoli, come è normale per un edificio da sempre attraversato da milioni di persone, ma le crepe nelle piastrelle sono recenti e dovute all’incuria nelle operazioni di pulitura di routine. E non si tratta del primo incidente che, in anni recenti, ha colpito l’edificio monumentale.
Tra i principali luoghi di culto della popolosa città turca ed elemento architettonico caratteristico del suo skyline, la storia della Basilica dedicata alla sapienza di Dio è lunga e travagliata. Dal 537 al 1453 fu cattedrale cristiana, sede del Patriarcato di Costantinopoli ma, tra il 1204 e il 1261, quando Costantinopoli fu sotto l’Impero Latino dei crociati, venne convertita a cattedrale cattolica di rito romano. Il 29 maggio 1453, quando Costantinopoli fu conquistata dall’impero ottomano, divenne moschea e tale rimase fino al 1931, quando fu sconsacrata. Il primo febbraio 1935, Mustafa Kemal Ataturk, il primo presidente della Turchia, decise quindi di convertirla in museo ma il 10 luglio 2020, con un decreto presidenziale, è stata nuovamente aperta al culto islamico.
Il 24 luglio 2020 si è svolta la prima preghiera pubblica islamica, in presenza del presidente Erdoğan ma la decisione, che ha comportato il passaggio di consegna dell’edificio dal Dipartimento delle Antichità del Ministero della Cultura al Dipartimento per gli Affari Religiosi, ha sollevato polemiche a livello globale.
Dal 2020, numerosi rapporti hanno documentato vari tipi di danni al sito. A essere stata danneggiata anche la Porta Imperiale, detta Porta del Pentimento, risalente al VI secolo e, secondo la leggenda, costruita con la quercia dell’Arca di Noè. Utilizzata esclusivamente come ingresso per l’imperatore, sopra la porta c’è un mosaico raffigurante Gesù accanto alla Theotokos, cioè Maria di Nazareth.
Il 18 aprile scorso, un gruppo chiamato “Associazione turca degli storici dell’arte” ha documentato atti di vandalismo sulla porta in un post su Twitter: «Abbiamo scoperto che la storica Porta Imperiale di Santa Sofia è in tale stato e l’abbiamo fotografata, intorno alle 20:45 di stasera», hanno scritto.
Tali incidenti hanno sollevato dubbi sulla conservazione del sito da quando è ripreso il regolare culto religioso. «L’edificio storico ha subito enormi danni. Quando Hagia Sophia era un museo, la gente la visitava con grande rispetto. Adesso è come un luna park», ha detto una guida turistica della moschea al quotidiano Cumhuriyet.
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