Giuseppe Amato, Modello ligneo basilica, ph. Attilio Feder
La Basilica di Sant’Ambrogio di Milano inaugura Ambrosius. Il Tesoro della Basilica nei giorni in cui il capoluogo lombardo celebra il suo santo patrono. Ma di che cosa si tratta esattamente? Ambrosius è un nuovo percorso museale che riapre al pubblico uno dei luoghi più identitari della storia milanese con sguardo rinnovato, proponendo una lettura estremamente contemporanea di un complesso millenario.
Ambrosius prende forma grazie al contributo di un autorevole Comitato Scientifico e a un lungo lavoro di ricerca e progettazione promosso da monsignor Carlo Faccendini, abate-parroco della Basilica, insieme all’Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano e alla Soprintendenza, con il patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia e del Comune di Milano e il sostegno di Fondazione Cariplo.
L’inaugurazione ufficiale si terrà oggi, 5 dicembre, prima del tradizionale Discorso alla Città dell’Arcivescovo Mario Delpini. Dal 9 al 24 dicembre il percorso sarà poi accessibile gratuitamente, mentre dal 26 dicembre entrerà in vigore la programmazione permanente. La Basilica continuerà invece a restare liberamente accessibile come luogo di culto, nel rispetto delle celebrazioni liturgiche.
Più che un museo, Ambrosius è un progetto di rilettura complessiva del complesso basilicale, in dialogo costante con la vita della comunità parrocchiale. Architettura, opere e spiritualità costruiscono un racconto unitario che ruota attorno alla figura di Ambrogio, restituendo alla città uno spazio di memoria condivisa e di riflessione sul presente.
Il nome del progetto richiama la centralità del Santo Patrono come pastore, intellettuale e uomo di governo, capace di tenere insieme pensiero classico e visione cristiana, fede e responsabilità civica. È proprio questa attualità del pensiero ambrosiano che guida concettualmente l’intero percorso.
Il rinnovamento si articola in due interventi principali. Da un lato, troviamo il nuovo allestimento del Tesoro della Basilica che si amplia con l’apertura al pubblico dell’Aula Ambrosii, ovvero l’antica sacrestia dei monaci. Dall’altro lato, la ridefinizione degli spazi dedicati all’accoglienza e alla didattica, comprensivi dell’Oratorio della Passione. Al centro del racconto museografico si collocano poi manufatti legati alla memoria del Santo, tra cui il celebre letto attribuito ad Ambrogio, insieme a tutta una serie di oggetti di oreficeria sacra, tessuti, arredi e reliquie, restituiti ora alla fruizione pubblica come patrimonio vivo.
Accanto al percorso espositivo, un articolato programma educativo propone visite guidate e attività per adulti, famiglie e scuole, affiancate da iniziative legate ai due piccoli orti monastici dedicati alle erbe officinali e alle piante tintorie, ispirati alla tradizione medievale.
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