Categorie: Beni culturali

Entrare negli splendidi palazzi nobiliari di Genova: tornano i Rolli Days

di - 11 Febbraio 2025

Genova si prepara ad ospitare la prima edizione nel 2025 dei Rolli Days, la più importante manifestazione culturale in città, che da ormai diversi anni permette di visitare gratuitamente gli antichi palazzi aristocratici del capoluogo. Nota in tutta Europa con l’appellativo di superba, Genova è stata per secoli crocevia di immense ricchezze, provenienti dai commerci marittimi e dalle attività bancarie in capo alle famiglie nobiliari.

Forti del proprio primato economico e della loro influenza, i genovesi hanno dato vita ad un sistema di palazzi e ville che non presenta eguali in tutto il resto del Mediterraneo. Questo complesso di dimore viene oggi definito sistema dei Rolli, in riferimento agli elenchi, compilati a partire dal 1576, in cui venivano inseriti i luoghi più belli dove accogliere diplomatici, dignitari e aristocratici in visita a Genova. Tale modello di ospitalità pubblica è unico in tutto il mondo e oggi è possibile ripercorrere i suoi itinerari in occasione dei Rolli Days.

Veduta del tracciato cinquecentesco di Strada Nuova, oggi via Garibaldi. Foto Ilaria Murtas per Comune di Genova

Rolli Days 2025: cosa visitare

Sabato 15 e domenica 16 febbraio verranno aperti gratuitamente alcuni dei siti più preziosi in città, con visite curate da divulgatori scientifici esperti. In concomitanza con le solennità del 25° Giubileo, questa edizione dei Rolli Days celebra inoltre il legame storico e artistico tra Genova e Roma, aprendo le porte anche delle ricche chiese gentilizie, simboli del prestigio delle famiglie che ne finanziavano la costruzione. Oltre 30 i luoghi da vedere, con alcune aperture d’eccezione, come Palazzo Angelo Giovanni Spinola, tra le più suggestive costruzioni di Via Garibaldi, interamente affrescato dalla bottega dei Calvi e dai Semino e tuttora residenza privata, Palazzo Tobia Pallavicino, con l’incredibile galleria dorata di Lorenzo De Ferrari, e Palazzo Antonio Doria Spinola, dove si conservano gli affreschi del giovane artista Luca Cambiaso.

Il salone d’onore di Palazzo Angelo Giovanni Spinola, progettato nel 1558 da Giovanni Ponzello e affrescato dai Calvi e dai Semino. Foto Ilaria Murtas per Comune di Genova

Da non perdere la possibilità di salire sulle terrazze della Basilica di Carignano, capolavoro cinquecentesco di Galeazzo Alessi, dalle quali godere di una vista mozzafiato sull’intero Golfo di Genova, o la visita alla Chiesa del Gesù, con importanti opere di Rubens e Guido Reni, o ancora due incontri esclusivi con il curatore scientifico Giacomo Montanari alla scoperta della Chiesa dei Santi Vittore e Carlo, dove si conservano dipinti di Orazio De Ferrari e Andrea Carlone e sculture di Alessandro Algardi e Filippo Parodi.

Per partecipare alle visite è richiesta la prenotazione, ma se scoprite che alcune destinazioni sono sold-out non temete, il nostro consiglio è quello di domandare sul posto ai divulgatori se ci sono dei posti liberi.

Il cortile di Palazzo Antonio Doria Spinola, oggi sede della Prefettura di Stato. Foto Carlo Alberto Alessi per Comune di Genova

Una storia di ricchezza e prestigio: le Strade Nuove

Se già durante il Medioevo Genova vantava importanti residenze nobiliari, a partire dalla metà del Cinquecento questo processo di arricchimento subisce un’accelerazione: nel 1550 i governanti della Repubblica decretano infatti la vendita di alcuni lotti di terreno ai margini della città e disposti lungo un rettilineo che sarà chiamato Strada Nuova, oggi via Garibaldi. Sorgono così alcuni dei palazzi più sontuosi del Rinascimento, riccamente decorati da importanti artisti e scultori e ampliati con giardini ornati di vialetti, terrazzamenti, ninfei e giochi d’acqua.

Pieter Paul Rubens, Miracoli di Sant’Ignazio di Loyola, 1619-1620. Genova, Chiesa del Gesù. Foto Fabio Bussalino per Comune di Genova

Alle prime costruzioni cinquecentesche, se ne aggiungono di nuove in altre strade della città, accrescendo l’immagine di ricchezza coltivata dalle aristocrazie genovesi. Il complesso delle residenze cittadine si espande poi in un vasto sistema di ville suburbane, dedicate ai piaceri e agli svaghi, dove le famiglie vivevano circondate da opere d’arte, lussi e raffinatezze. Il fascino di questi edifici e lo stile di vita dei loro abitanti colpiscono tutti i visitatori, tra cui anche il pittore Pieter Paul Rubens, che, dopo un soggiorno in città, pubblica nel 1622 il volume Palazzi di Genova, con il rilievo delle costruzioni più importanti.

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