Sebbene sia estremamente raro trovare opere rimaste sconosciute nel tempo, realizzate da un artista cosĂŹ documentato come Vincent van Gogh (Zundert, 1853), i ricercatori hanno inaspettatamente portato alla luce unâopera in miniatura del pittore olandese, un segnalibro nascosto in un volume per ben 140 anni. Caratterizzata da tre schizzi in sequenza verticale ritraenti contadini, la creazione è attualmente esposta, insieme ad alcune opere di Claude Monet (Rue Laffitte, 1840), Edgar Degas (Parigi, 1834), Henri de Toulouse-Lautrec (Albi, 1864), Edvard Munch (Ă dalsbruk, 1863) e Adolphe Appian (Lione, 1819), presso il Van Gogh Museum di Amsterdam, in occasione della mostra âHere to Stayâ, aperta fino al 12 settembre.
Piccoli schizzi informali come questi, davvero minuscoli, sono ancora piĂš rari e praticamente limitati a raffigurazioni di lettereÂť, afferma il ricercatore senior del Van Gogh Museum, Teio Meedendorp, specificando la raritĂ dellâopera ritrovata e le rappresentazioni ricorrenti della tipologia a cui appartiene. Privi di colori, tali bozzetti sintetizzano il tratto grezzo e nervoso dellâartista allâinizio della sua carriera; repentine tracce nere colgono lâhic et nunc della passeggiata solitaria di una donna che si staglia sulla campagna, la cui testa interrompe la linea continua dellâorizzonte e della posa di un uomo, seduto davanti a un fuoco.
Tali preziosi disegni sono eseguiti dallâartista nel 1881 in un villaggio dei Paesi Bassi, chiamato Etten. Luogo originario dei genitori di Van Gogh, è fonte di ispirazione di vari suoi lavori che ritraggono i braccianti locali ai quali è legato sin dalle sue prime predicazioni laiche. Pervaso dalla tradizione romantica, lâartista esamina i fenomeni piĂš umili e con questâopera esalta la virtĂš che caratterizza gli elementi isolati della pietĂ contadina. Semplici tasselli di vita rurale e del paesaggio sono scelti con cura da Van Gogh per esprimere unâidea, una sensazione che trascende completamente la loro consueta accezione nelle opere ottocentesche. Sottolinea lâarmonia instaurata tra la natura e le comunitĂ agricole, ponendo una correlazione fra le emozioni umane e quelle attribuite a un contesto bucolico. Gli sforzi per cogliere con gli occhi e percepire i misteri dellâordinario mediante lâosservazione empirica, si fanno riflessione profonda sulle veritĂ religiose, celate dalla fatica quotidiana.
ÂŤCredo che sia stato creato come un segnalibroÂť, sostiene Meedendorp, dato che i bozzetti sono stati rinvenuti su un cartoncino contenuto nella âHistoire dâun Paysanâ, un romanzo illustrato dedicato alla Rivoluzione francese, regalato nel 1883 da Van Gogh allâamico e artista olandese Anthon van Rappard (Zeist, 1858). Conosciuti nel 1880 grazie al fratello Theo, i due avviarono da quellâanno uno scambio epistolare attraverso il quale ebbero modo di dialogare riguardo ai propri interessi e collezioni comuni, fino a discutere di tecniche e tematiche artistiche. Dopo la morte di Van Rappard, nel 1892 il libro passò a sua moglie, rimanendo proprietĂ della famiglia fino al 2019 e venendo poi ceduto al polo culturale per favorirne la valorizzazione.
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