L’ultima mostra che la Galleria G7 presenta nell’ambiente dell’ex Falegnameria è una grande installazione, composta da diverse singole opere. Il colore predominante è il verde, per essere più esatti il verde pisello, e tutte le opere si riallacciano in modo inequivocabile alla nota passione di Jessica Rosalind Carroll (Roma, 1961) per la natura. Questa è stata la sua ricerca di tutta una vita, probabilmente anche grazie all’influsso del padre, il pittore Robert Carroll, che aveva percorso la medesima strada. Soprattutto egli le ha dato l’opportunità, fin da giovanissima, di viaggiare tra i luoghi naturali più belli del mondo. Ne ha documentato in un primo tempo la ricchezza faunistica con delle classiche acqueforti e, in un successivamente, ha scoperto la scultura. E’ questa la molla principale che l’ha portata a dedicarsi a delle installazioni e, come in questo caso, all’allestimento di vere e proprie scenografie irreali e idilliache.
L’opera più imponente della mostra –e dalla quale deriva il titolo- è un pavimento di ceramica verde, che si sovrappone quasi completamente a quello della galleria, al cui
Fin qui emergono due dei tre concetti su cui l’artista incentra maggiormente la sua ricerca: la crescita (dell’albero, delle piante) e l’eternità (il sempre-verde, il colore simbolo della vita). Il terzo è l’armonia della natura, un’armonia costruttiva e in trasformazione, operativa. Questa è simboleggiata dall’altro filone tematico di Jessica Carroll: le api, la loro danza nel volo, la produzione del miele. A questo proposito una parete dell’installazione è occupata da realizzazioni in pongo di api e del loro percorso, mentre poco distanti sei arnie colorate reggono altrettanti alveari di bronzo.
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