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Fino al 18 febbraio 2001 | “L’occhio di Ercole”: identità ed esistenza umana in fotografia. | Bologna, Sala d’Ercole di Palazzo D’Accursio |

di - 27 Gennaio 2001

Ben due, questa volta, le mostre che proseguono l’appuntamento con la grande fotografia in Sala d’Ercole: “Prima del 2000” di Massimo Sciacca getta uno sguardo da fotoreporter sui centri sociali bolognesi ispirandosi al realismo artistico; “Movement, sound and time” di Roberto Legnani è invece un complesso lavoro di fotografia artistica, basata sui contrasti di luce e buio, tra la plasticità dei corpi in movimento e la staticità espressiva dei soggetti ritratti.
La dialettica tra realismo ed espressionismo non è però il solo crocevia delle due esposizioni. La tensione più profonda è quella tra la forte affermazione dell’identità esistenziale presente nell’opera di Sciacca e una sua netta negazione, una dissolvenza di ogni identità e di ogni forma, e tuttavia una loro perpetrata ricerca, come testimoniano le immagini di Legnani.
Il lavoro di Legnani è infatti una denuncia della condizione esistenziale, al limite disperata, ma mai arrendevole, in cui versa l’uomo, il suo mare di solitudine e di sofferenza, la sua voglia di lottare. Queste fotografie sono “opere aperte” e richiedono lo sguardo di un osservatore per poter assumere piena significazione: tentativi ben riusciti di descrivere sulla pellicola la pura sensazione (il movimento, il suono, il tempo) cercano e trovano una corrispettiva emozione in chi le osserva. Figurazioni del divenire e della trasfigurazione, i soggetti, corpi umani, emergono anonimi dal buio per risprofondare in esso. È un andata e ritorno dal tutto al nulla: fotografie che certamente un articolo non può descrivere nella loro complessa bellezza, come nel caso dei Trittici “L’atleta”, “Il tempo” e “L’essere umano”. Nella grande tecnica di questo artista si legge anche la lezione della pittura di Francis Bacon: contrapposizione di corpo ed anima, trionfo del corpo, carne indistinguibile, come materia che prevale sulla forma.
Questa sezione comprende anche opere della fotografa islandese Maria Arason che riprendono il tema del movimento: movimento non dell’essere umano come in Legnani, ma dell’acqua, del mare “portatore di morte e datore di vita”: “come se il mare ci offra un’oratoria che il fotografo cattura in un’immagine silenziosa e cristallizza in un momento eterno” (J.F. Arason).
Infine, indubbia menzione meritano le didascalie che contornano e rispecchiano le opere dei tre artisti: descrittive quelle di Sciacca, veri ancoraggi all’interpretazione illimitata in Legnani, dolcemente poetiche in Arason.




“Prima del 2000” di Massimo Sciacca; “Movement, Sound and Time” di Roberto Legnani. Dal 20 gennaio al 18 febbraio 2001. Sala d’Ercole di Palazzo D’Accursio. Dal martedì alla domenica, ore 10-19.


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Andrea Zannin


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