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fino al 28.II.2003 | Robert Gligorov – Il volo di Gagarin | Bologna, Galleria Spazia

di - 13 Febbraio 2003

Nei precedenti cicli artistici la ricerca riguardava l’immagine e la sua capacità di colpire lo spettatore. L’impatto visivo veniva raggiunto attraverso la rappresentazione di contenuti intensi e conturbanti connessi spesso alle tematiche della mutazione genetica, della metamorfosi e della contaminazione. Il raggiungimento di effetti shockanti era il fine ultimo che lo guidava.
Con questa mostra invece, Robert Gligorov, pur mantenendo inalterato il piacere di presentare trasformazioni biologiche e pulsanti ribollimenti della materia rinuncia alla propria attitudine concettuale ripristinando l’attenzione sul processo e sul mezzo espressivo utilizzato. Ed ecco la pittura. Ciò che risulta essenziale in questi quadri non è l’originalità dei temi affrontati oppure la reazione percettiva e emotiva generata in chi osserva, ma la bellezza dei bilanciamenti cromatici, dei contrasti di tono, delle costruzioni prospettiche e delle rese volumetriche. Se prima il soggetto era il mezzo per realizzare un’immagine impressionante, adesso è più semplicemente lo spunto per soddisfare il desiderio di bellezza dell’artista. Non ci sono più finalità a priori che indirizzano la forza creativa; queste opere sviluppano in base a una temperatura mentale sincronica alla realizzazione del dipinto, uno stato di tensione che può conservarsi, trasformarsi e ritrovarsi liberamente durante l’esecuzione. Se di un obiettivo ha ancora senso parlare, esso non va inteso come qualcosa di esterno rispetto all’opera, ma come qualcosa di intrinseco alle sue proprietà estetiche e sensibili – come per esempio il controllo degli spazi, della pennellata, degli accostamenti cromatici, ecc..
Non essendo più vincolata alla rappresentazione di un oggetto e alla realizzazione di un’idea, la pittura si muove nella privilegiata condizione di una doppia autonomia tanto nei confronti del mondo quanto nei confronti dell’io. Di conseguenza, le forme che emergono dal vortice dei colori non sono né astratte né figurative. Si tratta piuttosto di forme indefinite e sconosciute che proprio in virtù della loro irriconoscibilità spingono lo sguardo a soffermarsi sul segno che le ha realizzate, piuttosto che a correre verso il significato cui rimandano. Generano quello stesso tipo di attenzione percettiva che abbiamo di fronte alle lettere di alfabeti sconosciuti.
Incapace di competere con il bombardamento di immagini cui siamo abituati, la pittura ha nello stesso tempo la fortuna e la sfortuna di non dovere necessariamente stare al passo con i tempi. Il volo di Gagarin è l’omaggio di un artista contemporaneo ad una storia che non deve arrivare in nessun luogo in quanto vale per sé stessa, esattamente come quella del primo uomo che ebbe il coraggio di viaggiare verso l’ignoto.

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pierluigi casolari
mostra visitata il 25 gennaio 2003


Robert Gligorov, Il volo di Gagarin
Bologna, Galleria Spazia, via dell’inferno 5
Tel. 051220184, Fax. 051222333
Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
e-mail: info@galleriaspazia.com


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