Categorie: bologna

fino al 3.III.2006 | Joaquim Falcò | Bologna, St’Art

di - 24 Febbraio 2006

Immagini immediate. Pulite nei dettagli. Sporche di colore. Sono poltrone, automobili, telefoni e altri oggetti. Joaquim Falcò li strappa fuori dalla normalità e dalla piattezza del quotidiano e li immerge in un mare di pittura. Qui perdono ogni senso originario e si ritrovano privi delle loro iniziali funzionalità. Diventano tutti soggetti d’arte, alla stessa stregua, con la stessa funzione: quella di essere il centro figurativo ed estetico di una tela nel quale sono sospesi, o meglio, galleggiano. Si ritrovano immersi in pennellate e gocce pastose, che formano un’esplosione caotica. L’effetto finale è quello di una tela in continuo divenire, che sta ricomponendo da sé i propri colori per comunicare una forma. La mostra intera -facendo assorbire al visitatore questo processo opera dopo opera- sembra così animata da un movimento incessante e vigoroso. Lo sottolineano i colori con cui l’artista lavora più spesso: un giallo caldo, un blu intenso, un rosso deciso e un nero fitto. Tutti colori con una propria e non trascurabile forza, vivaci e imponenti. E imponenti sono anche le opere. Le dimensioni sono nella media, perlopiù attorno al metro, ma l’ingrandimento di alcuni oggetti e il carico gioco di colori non fa mai perdere la concentrazione di chi visita la mostra, tela dopo tela, mantenendo alto il livello di coinvolgimento dall’inizio alla fine del percorso di due piani della galleria St’Art.
Si tratta di un coinvolgimento estetico, ma anche riflessivo. E la riflessione di cui parliamo è una ricerca dell’artista catalano sul ruolo dell’oggetto come base di comunione tra l’arte e la vita.

Sullo spazio della tela l’oggetto che riconosciamo non è né una celebrazione di tipo pop, né una semplice raffigurazione realista e neutrale. Non è ciò che costituisce l’opera d’arte perché il gusto del lavoro sta nel gioco del movimento che il colore vi crea sopra e attorno. Non è un accessorio quotidiano perché è stato privato di qualsiasi praticità. E’, invece, una base banale, materiale, inoffensiva, ma anche imprescindibile nella vita di ognuno.
Falcò trova una sua consapevolezza di un punto d’incontro tra il reale e l’intellettuale, tra il materiale e il poetico su un campo formato da piccoli segni trascurabili e da ovvietà prive di importanza, ma che al contempo costituiscono lo sfondo su cui ci muoviamo e su cui si dispiega tutto il mondo della nostra comunicazione.

carolina lio
mostra visitata il 14 febbraio 2006


Joaquim Falcò
Bologna, Galleria St’Art, via Castiglione 18
orario di visita: da mercoledì a sabato 12-14 e 16-20, domenica 17-20
per informazioni: tel. 051270253 –
info@start-lab.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador Dalí e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01
  • Mostre

Nel sonno si dissolve il controllo: una mostra per delega da Mondoromulo

Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…

24 Aprile 2026 12:20