Dozza è un suggestivo borgo medievale sulle prime colline fra Bologna e Imola. Dal 1960 ha ospitato con una periodicità biennale artisti più o meno noti nella manifestazione Muro Dipinto con lo scopo di rendere le pareti del borgo una testimonianza concreta dell’arte contemporanea. A partecipare finora sono già stati più di duecento artisti, tra cui spiccano alcuni nomi importanti come Bruno Saetti, Luca Alinari, Norma Mascellani e Bruno Ceccobelli, tutti ancora visibili.
In questa ventesima edizione, sotto la direzione artistica di Marilena Pasquali, si aggiungono ben undici artisti che dal 15 al 18 settembre hanno lavorato alle loro opere sotto lo sguardo dei visitatori. Il risultato è ora visitabile senza orari e senza biglietto tra le vie del borgo, e fino al 30 ottobre in una mostra allestita nella Rocca Sforzesca, sede della Pinanoteca di Dozza. Qui, sei tra gli artisti invitati espongono la propria ultima produzione in altrettante sale dedicate. Troviamo quindi le isole fantastiche di Gesine Arps fatte di vulcani di pan di zucchero e pesci volanti, e i coloratissimi paesaggi con fiori di Paola Campidelli che alternano naif e astrattismo. Si passa poi ai ritratti di personaggi famosi e non, ma sempre grotteschi di Paola de Laurentis e alle crocifissioni laiche di Giovanni Manfredini, dove su uno sfondo cupo si distinguono macchie chiare che richiamano alla mente corpi umani senza vita.
Si arriva, infine, agli uccelli volanti di Alberto Zamboni, tele monocrome blu puntellate di tonalità lievemente più scure, e alle contaminazioni digitali e pittoriche di Fabrizio Passerella in cui simboli, miti e personaggi delle principali religioni mondiali si intrecciano tra di loro in un’esplosione caotica di colori.
I rimanenti artisti hanno realizzato interventi installativi negli spazi storici della Rocca sfruttando l’ambiguità tra presente e passato. Così Mirta Carrolli costruisce strutture in ferro che richiamano il lavoro contadino e Graziano Pompili sfrutta un’intera stanza per un’installazione in cui dispone decine di capanne in miniatura. Paolo delle Monache ed Enrico Manelli si richiamano, invece, ad antichi miti popolari con due interventi scultorei che hanno come protagonisti, rispettivamente, teste umane che fuoriescono dalle dita di diverse mani incrociate e nuvole antropomorfe. Per finire, nella torre minore troviamo l’installazione Trame di vita, di Gino Pellegrini, un professionista delle scenografie che ha realizzato quelle di molti capolavori del cinema come 2001 Odissea nello Spazio e Mary Poppins.
Nella sua opera vengono intrecciati fili di ferro a materiali naturali come i rami di vite e di salice in modo da creare un tessuto che attraversa tutta la torre e richiama alla mente ancora una volta la vita contadina e i lavori femminili.
Per concludere ricordiamo che, sempre nella Pinacoteca, una sezione è stata destinata ad alcuni progetti inviati dagli artisti nel corso degli anni e dagli affreschi delle passate edizioni realizzati da Sebastian Matta, Riccardo Licata e Remo Brindisi che sono stati strappati per evitarne il deterioramento.
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