La sua ultima mostra risale al 2002, la personale Interiors tenutasi all’Università di Bologna. Oggi, dopo tre anni, ecco il ritorno, nella stessa città, ma in una galleria privata e con opere inedite, create per l’occasione.
Un’installazione di più di sessanta disegni montata in modo caotico su tre pareti fittizie, una decina di tele dipinte in acrilico e tre voluminosi libri d’artista ottenuti da altrettanti campionari di carta da parati. I libri, che si possono -e si devono- sfogliare, presentano ad ogni pagina un diverso dipinto, che Daniele Cudini ha realizzato sui campioni. Non di rado rimangono attaccati l’uno all’altro, a causa del pastoso strato di colore della sua pittura materica, di cui si sente ancora l’odore.
I soggetti sono gli stessi in tutte e tre le serie. Si tratta di personaggi più o meno noti: cariche religiose e politiche, autorità culturali, protagonisti dello spettacolo. Affiancati da pazienti di manicomi che Cudini ha visitato o da suore di cui ha rintracciato delle foto nei cimiteri. I volti sono tratteggiati in maniera eccessiva, come si trattasse della caricatura di una caricatura. La pelle abbonda da ogni angolo, i colori sono stravolti, le espressioni sembrano maschere dilatate e il corpo è fuso con elementi animaleschi. Per di più questi personaggi si muovono su uno scenario che sta a metà tra il grottesco e l’ironico, con riferimenti al mondo del fumetto e della religione, parole che ondeggiano dietro il dipinto con riferimenti poetici o motti dissacranti, decorazioni e macchie di colore.
Il tutto va a formare un’atmosfera che sembra onirica e che a un’analisi attenta si rivela essere anche metaforica. Il corpo, la cui pelle ha perso consistenza e plasticità, lo possiamo associare al carattere molle della società; l’espressione forzata, innaturale, sorridente ma artificiale la si può considerare come la sete di apparenza della nostra epoca; e l’atmosfera satura di colori, forme e motivi, è l’ingombro inutile del nostro spazio e del nostro tempo. Quella di Cudini è, infatti, una pittura a cui precede una ricerca importante. La ricerca dei personaggi, del carattere invisibile delle persone e di come renderlo evidente, dei meccanismi della socialità, delle mode dei ritmi di vita e della libertà individuale.
carolina lio
mostra visitata il 26 ottobre 2005
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