Categorie: Cinema

David di Donatello 2025: il trionfo di Maura Delpero e del cinema femminile

di - 8 Maggio 2025

L’edizione 2025 dei David di Donatello segna una svolta nella lunga storia del premio cinematografico italiano, istituito nel 1955 su ispirazione degli Oscar: per la prima volta, una donna conquista il premio per la miglior regia e porta con sé il miglior film. Dopo il Gran Premio della Giuria alla 81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Vermiglio di Maura Delpero si aggiudica ben sette statuette, prefigurando – forse – una nuova stagione per il cinema d’autrice. Accanto a lei, Margherita Vicario e Valeria Golino completano un podio tutto al femminile, con Gloria! e L’arte della gioia. Oltre a miglior film e regia, Maura Delpero riceve premi per sceneggiatura originale, fotografia – con l’inconfondibile sguardo del russo Mikhail Krichman -, casting, suono e produzione. Un’opera intensa, stratificata, che si conferma come vertice poetico e tecnico di quest’annata.

È quindi l’energia dirompente delle donne del cinema a dominare la serata, andata in scena al Teatro 5 di Cinecittà, con la conduzione di Elena Sofia Ricci e Mika. Gloria! di Margherita Vicario, esordio folgorante che mescola musica e narrazione con intelligenza pop, conquista il David per il miglior debutto alla regia, miglior colonna sonora e miglior canzone originale, scritta e interpretata dalla stessa Vicario, che si conferma figura trasversale e carismatica della nuova scena culturale italiana.

L’arte della gioia, ambiziosa trasposizione dell’opera postuma di Goliarda Sapienza firmata da Valeria Golino, si aggiudica il David per la sceneggiatura non originale, scritta con Francesca Marciano, Valia Santella, Luca Infascelli e Stefano Sardo, oltre a quelli per miglior attrice protagonista – la giovane e intensa Tecla Insolia – e miglior attrice non protagonista, una magnetica Valeria Bruni Tedeschi.

Sul fronte maschile, Elio Germano premiato come miglior attore per la sua interpretazione in Berlinguer – La grande ambizione, ritratto sfaccettato del leader comunista, mentre Francesco Di Leva conquista il premio come miglior attore non protagonista per Familia, confermandosi una delle presenze più autentiche e appassionate del cinema italiano.

Grande assente sul palco, nonostante le aspettative, Parthenope di Paolo Sorrentino, rimasto a bocca asciutta, insieme al film di Cristina Comencini Il tempo che ci vuole. Forse il vento della sperimentazione sta virando altrove?

Fuori concorso ma accolti con entusiasmo, i David Speciali 2025 a Ornella Muti e Timothée Chalamet e il David alla Carriera a un commosso Pupi Avati. Giuseppe Tornatore riceve il Premio Cinecittà David 70.

L’intera cerimonia è stata attraversata da momenti di ironia. Una Geppi Cucciari incontenibile ha scherzato col presidente Sergio Mattarella – presente in sala per l’occasione – e con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, per la prima volta ospite della manifestazione, preso in giro per la prolissità dei suoi discorsi.

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