Pop Corn #34: Meryl Streep e le società offshore di Panama Papers

di - 29 Novembre 2020

Ci troviamo negli Stati Uniti. La vedova Ellen Martin (Meryl Streep) perde il marito a causa di un incidente nel corso una navigazione di un lago. Dopo aver riscontrato alcune difficoltà con il risarcimento da parte della compagnia assicurativa, inizia a indagare su una frode che la conduce allo studio legale di Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, con sede a Panama, che si occupa di gestire società offshore, che si barcamenano tra elusione fiscale, riciclaggio e alcuni ignari prestanome locali, come la signora Elena (Meryl Streep).

La storia dei paradisi fiscali esiste da un pezzo, come dimostrano i Panama Papers, il fascicolo che, dalla fine degli anni Settanta, raccoglie quasi dodici milioni di documenti riservati e appartenenti allo studio legale Mossack Fonseca con sede legale a Panama. Il fascicolo, passato nelle mani del Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi nel 2015, è la raccolta completa della gestione di patrimoni e fondi provenienti da tutto il mondo, che coinvolge persone tra le più influenti a livello internazionale, tra cui capi di stato, multimilionari e imprenditori alla ricerca di una finanza creativa che consentisse di non versare troppe tasse, ma di creare ulteriore volume di denaro.

Nel film diretto da Steven Soderbergh, Ellen è una donna normale, una signora in pensione, che con il marito, a sua volta in pensione, cerca di godersi appieno gli scampoli finali di una vita da coppia americana: lavoro, tasse pagate, nessun debito, figlia sistemata, vita in provincia, amici, gite in giornata, viaggi. Una brava signora, che potremo identificare con una delle nostre mamme, magari con un outfit un po’ meno ricercato rispetto alle donne italiane, forse più assimilabile a quello di una turista tedesca che si incontra sul Lago di Garda.

THE LAUNDROMAT

Ellen è semplice, ma non è affatto stupida e non si vuole arrendere, in parte perché è contraria alle ingiustizie, in parte perché i suoi sogni si sono infranti: improvvisamente è sola, senza aver più l’uomo con cui ha condiviso un’intera vita di sacrifici e piccole quotidianità, e questa sua personale ricerca diventa un obiettivo che la sta portando lontano, fino a Panama.

Invece Elena, a Panama, è una signora che lavora nello studio legale Mossack Fonseca rispondendo al telefono, sostanzialmente per negare la presenza dei due soci. Da un giorno con l’altro, si ritrova a firmare un pacco di documenti diventando la nuova prestanome di diverse società, dopo che l’altra segretaria che lo faceva, anche lei a sua insaputa, è morta improvvisamente. Per risolvere il problema, a Elena viene prospettata una promozione di cui lei non coglie le sfumature e i vantaggi, dove è lampante come i due titolari sfruttino la mancanza di consapevolezza e conoscenza della popolazione locale per dare volume ulteriore, a basso costo, ai loro affari.

Meryl Streep, probabilmente una tra le attrici più importanti del mondo, ha attraversato la storia del cinema lavorando in film decisivi, con tantissimi registi e molti colleghi straordinari. Anche in questa occasione, offre una delle sue magistrali interpretazioni. Inizia da una normale cittadina onesta, in cui tanti si possono identificare all’interno di una quotidianità molto sicura. Poi la troviamo con un’altra donna, meno evoluta e con un contesto socioculturale diverso che è assolutamente riconoscibile, per poi finire con uno smascheramento e l’interpretazione di se stessa attraverso la rottura della quarta parete, per parlare direttamente al pubblico. Da un lato l’attrice e il suo talento, dall’altra la donna, le sue scelte e le sue opinioni, che, nel caso specifico, ricalca perfettamente la posizione sociale e le lotte che Meryl Streep ha da sempre sostenuto anche pubblicamente.

Meryl Streep, Panama Papers, 2019, regia di Steven Soderbergh

Per tutti gli altri Pop Corn, la rubrica di exibart dedicata ai grandi personaggi femminili della storia del cinema, potete cliccare qui.

Articoli recenti

  • Mostre

Zhang Chaoyin, l’Himalaya non è mai stato tanto vicino

Fino al 15 maggio l'Edificio B12 della Manifattura Tabacchi ospita la mostra del fotografo Zhang Chaoyin, con sessanta opere sull’Himalaya,…

13 Aprile 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Nuova direzione e nuovi progetti per Casa degli Artisti a Milano: intervista a Giulia Restifo

Casa degli Artisti entra in una nuova fase con una guida rinnovata: residenze multidisciplinari, collaborazioni con istituzioni milanesi e reti…

12 Aprile 2026 19:30
  • Arte contemporanea

Reportage dalla Biennale di Sydney: pratiche della memoria in una mostra diffusa

Il progetto curatoriale mette al centro memoria e trasmissione, articolandosi in una pluralità di contesti che arricchiscono il racconto ma…

12 Aprile 2026 17:00
  • Mercato

Il Ponte Casa d’Aste inaugura un dipartimento dedicato al fumetto

Continua la corsa della Comic Art sul mercato internazionale. Così Millon e Il Ponte Casa d'Aste curano una vendita dedicata…

12 Aprile 2026 16:52
  • Arte contemporanea

Sidival Fila in dialogo con Raffaello all’Ambrosiana di Milano

Nella Sala del Cartone dell’Ambrosiana, l’intervento di Sidival Fila si affianca al celebre cartone della Scuola di Atene, attivando un…

12 Aprile 2026 16:00
  • Arte contemporanea

L’opera che non doveva esistere. Omaggio all’America Latina tra storia e riattivazione

Ritirata, esclusa dal catalogo, privata dei nomi: “Omaggio all’America Latina” di Cavaliere e Scanavino riemerge a Milano insieme alla performance…

12 Aprile 2026 15:00