Categorie: Cinema

Pop Corn #8: l’ironia di Marianne Faithfull nel film belga Irina Palm

di - 31 Maggio 2020

Ci sono piccoli e grandi drammi che appartengono alla vita quotidiana di tante persone e che si confondono perché queste persone, spesso, non sono considerate importanti.

Maggie è una signora che vive nella periferia di Londra. È vedova e il figlio abita qualche porta accanto con la moglie, ma il loro unico figlio è affetto da una grave malattia che lo sta portando a morire e che ha fatto contrarre debiti a tutta la famiglia. Di fronte alla speranza che l’ennesima cura sia definitiva, Maggie e il figlio vanno in crisi perché non sanno dove prendere il denaro per recarsi in Australia per le cure di Olly. La signora non ha mai lavorato e ha un’età che la metterebbe fuori concorso, ma con l’urgenza che incombe trova lavoro in un sexy shop dove si vede costretta ad andare oltre il pudore, oltre alla sua età e oltre al suo giudizio. La sua determinazione la fa diventare Irina Palm, il miglior servizio di Londra, consentendole di accumulare il denaro necessario per il figlio. E non solo.

Una Marianne Faithfull spumeggiante ci restituisce in modo egregio una storia molto insolita. Una donna che ha perduto il marito qualche tempo prima, si ritrova sola a vivere e a gestire la sua quotidianità. C’è un unico figlio, con cui Meggie ha uno strettissimo legame al limite del morboso. C’è la moglie del figlio, con cui la tensione è spesso presente. C’è un nipote adorato e molto malato, che disperatamente lotta per restare in vita. Ci sono anche delle amiche, o presunte tali, con cui la donna trascorre del tempo per abitudine e forse per colmare la solitudine. Ci sono i debiti contratti per aiutare il nipote, una casa venduta per avere liquidità, una piccola pensione da vedova. Esiste la storia di una normalissima casalinga e di una piccola comunità, curiosa come in genere accade nei piccoli paesi nella periferia della grande metropoli inglese.

La disperazione è quella molla che può portare in due direzioni opposte. Da un lato, la rassegnazione; dall’altro la necessità di trovare soluzioni, a tutti i costi.

Forse non è casuale che sia proprio Marianne Faithfull a incarnare un personaggio che riesce a trovare una via molto originale e al di fuori della comfort zone. Protagonista della Swinging London e compagna di un Mick Jagger all’apice del successo, bella e originale, con stile, dotata di talento, musa di Godard, musicista sorprendente e personaggio affascinante sempre sotto i riflettori.

Marianne Faithfull e Mick Jagger

Meggie, donna apparentemente ordinaria e legata alle sue abitudini, non solo trova una soluzione veloce per guadagnare denaro, nonostante la sua età avanzata, ma riesce ad andare oltre e a sospendere il giudizio sull’ambiente sessuale, sul titolare del locale e su tutto il contesto limitandosi a fare il suo lavoro senza vergogna e con impegno. L’esperienza la porta a capire il suo valore, a rispettare il suo tempo, a escludere le non amiche, a costruire un dialogo differente col figlio e a ritrovare l’amore.

Il mercato del sesso riguarda tutto il mondo, dalla gestione legale dell’Olanda, al turismo sessuale del terzo mondo, alla criminalità organizzata, all’illegalità, ai siti online, all’industria del cinema. Nonostante le opinioni controverse, continua ad avere un successo straordinario come pubblico e volume di affari.

Infine, nel 2019, in media le donne rimaste vedove sono quasi cinque volte superiori al numero degli uomini.

Pop Corn #8 Marianne Faithfull, Irina Palm, 2007
Regia di Sam Garbarski

Pop Corn #7, Ingrid Bergman, Stromboli (Terra di Dio), 1950
Regia di Roberto Rossellini

Pop Corn #6, Ellen Page, Juno, 2007
Regia di Jason Reitman

Pop Corn #5, Audrey Hepburn, Vacanze Romane (Roman Holidays), 1953
Regia di William Wyler

Pop Corn #4, Kirsten Dunst, Melancholia, 2011
Regia di Lars Von Trier

Pop Corn #3, Rita Hayworth, Gilda, 1946
Regia di Charles Vidor

Pop Corn #2 Cate Blanchett, Carol, 2015
Regia di Todd Haynes
Dal romanzo The Price of Salt di Patricia Highsmith

Pop Corn #1 Vivien Leigh, Gone with the wind, 1939
Regia di Victor Fleming
Dal romanzo Gone with the wind di Margaret Mitchell

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