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Anno XVIII, N.196, Febbraio 2001 | Il Giornale Dell’Arte | mensile di informazione, cultura, economia

di - 12 Febbraio 2001

A pagina 29 Il Giornale pubblica l’annuale classifica di riferimento mondiale del numero di visitatori delle mostre, compilata con le altre quattro testate del network internazionale (“The Art Newspaper” di Londra e New York, “Le Journal de l’Art” di Parigi, “El Periodico del Arte” di Madrid e Ta Nea Tis Technis di Atene). Vincono le motociclette del Guggenheim ma è un’occasione per riproporre un tema scottante, analizzato con caparbietà nella linea editoriale del Giornale: a che cosa servono le mostre? A fare denaro, ad attirare turisti e visitatori di città e musei? Per scopi propagandistici, interessi economici e politici? E’ legittimo usare le opere d’arte per mostre che non siano esclusivamente culturali? Un successo di pubblico legittima tutto?
Il tema è riaperto dal caso della mostra “La nascita dell’Impressionismo” a Treviso (235.269 biglietti) curata da Marco Goldin. Il Giornale lo intervista in occasione del convegno “Grandi mostre e turismo” che celebra il successo della mostra. La ricetta di Goldin è agghiacciante: “soliti noti” e comunicazione, cioè organizzazione e capacità di creare evento.
Inoltre Il Giornale riporta la lettera aperta pubblicata da Repubblica e da manifesto il 20 gennaio in cui 38 studiosi contestano la qualità di molte opere esposte nella mostra del Cinquecento Lombardo a Palazzo Reale a Milano.
La funzione educativa della mostra, la situazione dell’autonomia dei musei, la critica alla legge Ronchey sui servizi aggiuntivi nei musei, sono al centro dell’intervista a Daniele Lupo Jalla, dirigente dei Musei Civici di Torino, e autore del libro “Il Museo contemporaneo”, Utet Torino. Lo stesso modello anglosassone, spesso invocato come esemplare nel perseguire profitto e intrattenimento, mantiene la centralità della funzione educativa della mostra e del museo.
La linea editoriale de Il Giornale sul tema mostre pure vs mostre impure è quindi decisamente laica: interrogarsi sulla legittimità di determinate operazioni culturali non è un atteggiamento di conservazione di una presunta sacralità dell’arte, cieco di fronte alle esigenze del mercato. Anzi. Come ben dimostrava l’interrogativo di Luca Zan in prima pagina del numero di gennaio del Giornale: ma avranno fatto i conti?

Inoltre in questo numero: (vedi sommario)

In allegato al numero di febbraio:
Vernissage. Il fotogiornale dell’arte. Numero 13. Febbraio 2001.
Ampio spazio alla retrospettiva di Castello Rivoli dedicata a Armando Testa, il più artista tra i pubblicitari.

Il Giornale dell’arte contemporanea. Il rapporto annuale specializzato de Il Giornale dell’Arte di febbraio è dedicato all’arte del XX secolo: la cronaca giorno per giorno, le grandi mostre, il censimento degli artisti e delle gallerie, i nuovi libri, le aste di tutto il mondo.

Articoli correlati:

La nascita dell’impressionismo
Il cinquecento lombardo: da Leonardo a Caravaggio
Il numero di gennaio de Il Giornale dell’Arte

Sommario

Lavinia Garulli


Il Giornale dell’Arte. Mensile di informazione, cultura, economia.
Anno XVIII, N. 196, Febbraio 2001.
Umberto Allemandi & C. editore, via Mancini 8, 10131 Torino, tel 011-819.91.11 fax 011-819.30.90/83.93.771.
Un numero compresi Vernissage e i rapporti annuali Lire 15.000.
Abbonamento a 11 numeri Lire 150.000
E-mail abbonamenti: gda.abb@allemandi.com
E-mail redazione: gda.red@allemandi.com





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  • Mi sembra un'ottima scelta il tentativo di richiamare l'attenzione sul rapporto tra mostre "pure" e "impure"; non è scontato (parlo da non specialista) interrogarsi sull'eventualità di un allestimento. Significa, forse, soffermarsi a riflettere su una dimensione precedente rispetto alla valutazione precisa e definitiva di ogni singola opera d'arte. Complimenti alla giornalista per essersi soffermata, con sensibilità e acutezza, su un aspetto poco considerato e che tocca il nodo nevralgico vita culturale-istituzioni.

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