Fa sorridere – ma senza cattiveria – l’articolo che apre questo numero di Art e Dossier, il titolo è epico L’ultima sfida della capitale, il contenuto è onesto: si parla del MACRO (Museo d’arte Contemporanea di Roma), delle cinque mostre in corso (anzi, ormai in chiusura) dei due capannoni al Mattatoio, che una volta ristrutturati ospiteranno gli special projects del museo… Peccato – almeno così ci sembra – che sia un po’ troppo tardi.
Perché il MACRO ha inaugurato il suo nuovo corso lo scorso mese di ottobre e sull’argomento abbiamo letto pagine su pagine. Nemmeno la scelta di inserire ampi stralci di una chiacchierata con il direttore Danilo Eccher riesce ad animare un pezzo un po’ troppo fuori tempo. Non ce ne voglia l’autore, ma di rinascimento capitolino si parla – e si sparla – da un annetto e volendo scrivere dell’ex GCAMC forse sarebbe stato meglio aggiungere qualcosa (anche un commento), piuttosto che limitarsi ripetere.
Sempre che non si tratti di un articolo tenuto nel cassetto ad oltranza.
Non sorridiamo alla scelta di pubblicare un’introduzione dello stesso curatore Ludovico Pratesi per parlare della mostra Incontri, allestita presso la Galleria Borghese. Avremmo preferito per un evento come questo una firma meno coinvolta (!) e la possibilità di leggere un commento realmente critico. È prassi del mensile fiorentino far presentare molti allestimenti proprio ai curatori o a membri autorevoli del comitato scientifico; in questo caso l’impressione che abbiamo è che si glissi su qualche ragionevole dubbio che Incontri – al di là dell’idea di confronto tra maestri del passato e maestri contemporanei, sicuramente interessante – può sollevare.
Interessante l’excursus sul fotografo Herbert List (ce ne parla Alberta Gnugnoli), in mostra a Firenze, algido e seducente creatore di immagini surreali; tra gli altri articoli segnaliamo quello dedicato all’illustratore inglese Arthur Rackham, pittore mancato, ma autore dal tratto sinuoso e sottile di un mondo delicatamente incantato di fate ed animali antropomorfi.
E ancora: Honoré Balzac come critico d’arte ed un tesoro di miniature, quelle di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano e raffinato mecenate.
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mariacristina bastante
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non perdono il viziaccio del conflitto di interessi. Ma che strapalle!!!