Grande cordoglio già nelle primissime pagine per Nuccio F. Màdera, direttore di Arte scomparso proprio pochi giorni prima della messa in stampa di questo numero di Giugno. A lui è dedicato uno struggente quadro di Kiefer dove Màdera pare dichiarò di voler essere idealmente sepolto…
Molto varie come al solito le proposte tra i pittori, tra i più interessanti Khalid El Bekay, marocchino del ’66 recentemente presentato dal Critico Luca Beatrice a Milano in una personale presso la galleria Il Torchio. Da segnalare anche Max Mazzoli, che ha in questi giorni una mostra in un atipico spazio romano (vedi calendario delle mostre di Exibart). Ricca ed interessante la sezione scultura. Si parla di Chen Zhen, artista cinese scomparso precocemente e altrettanto precocemente (ma con merito) diventato uno dei campioni del mercato dell’arte. Ma si parla anche e soprattutto dell’affascinante tema dei giardini di sculture. Pare che soprattutto in America la ‘moda’ stia dilagando, non c’è museo d’arte contemporanea che non vuole fregiare il suo esterno di opere d’arte ambientali e anche qui, come ci spiega l’esperto di mercato Renato Diez, i prezzi salgono alle stelle. Da non perdere l’articolo di Emma Garavagnuolo che traccia il profilo di Giuseppe Liverani, fondatore – ormai 10 anni fa – della prestigiosa casa editrice Charta di Milano.
Manuela Brevi, Alessandro Riva e Maurizio Sciaccaluga firmano a sei mani il servizio più interessante di questo numero di Arte. Una lunga ed esauriente inchiesta sul mondo delle accademie italiane, con tanto di foto degli artisti e del relativo lavoro, con tanto di segnalazioni dei ragazzi da ‘tenere d’occhio’ in tutte (ma proprio tutte) le accademie di belle arti del belpaese. Nove pagine da non lasciarsi scappare, specie per gli addetti ai lavori.
Ancora Alessandro Riva presenta in un ampio articolo il pittore milanese Luca Guaitamacchi, figlio e fratello d’arte (già noto alle cronache artistiche il fratello Jonathan, paesaggista di metropoli à vol d’oiseaux), dipinge nel suo studio sul bordo dei navigli e propone nelle sue tele una nuova lettura della Milano contemporanea. Sempre il critico Riva introduce il mondo magico e algido di Marco Neri, con ogni probabilità uno dei picchi più alti della nostra pittura attuale. Reduce dell’ultima Biennale veneziana dove presentò le bandiere all’ingresso del Padiglione Italia, Neri si è messo in evidenza nell’ultima stagione grazie a belle esposizioni a Roma (Galleria Maniero), Mantova (Galleria Carasi) e Torino (Galleria Peola). Splendide le immagini nell’articolo.
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massimiliano tonelli
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Caro Massimiliano,
nella Tua recensione manca un accenno alla pessima e gravissima missiva di Politi al signorino Sgarbi, pubblicata in questo numero di Arte.
caro fabio, ciò che manca manca di proposito
E quale sarebbe il proposito di questa piccola e, non vorrei, significativa omissione?