Negli speciali di questo mese, Ars punta alla grande architettura italiana. Due celeberrimi edifici sono analizzati: la Reggia di Caserta, attraverso il profilo dell’architetto Luigi Vanvitelli, e la Basilica di San Pietro secondo lo storico dell’arte Antonio Pinelli. Ancora l’Italia del passato è protagonista, in particolare la Sicilia, ma questa volta attraverso gli occhi e le mani di due artisti contemporanei, Daniel Buren e Christian Boltanski.
In linea con gli ultimi numeri di Ars, anche in questo è dato molto spazio al nostro secolo e con speciale attenzione ai rapporti tra arte, i diversi media e la società. Alcuni registi, Ars ci parla di Hitchcock e Greenaway, si servono di certo pittoricismo cinematografico e d’altra parte usano il cinema per fare arte. Ci sono rapporti e interrelazioni complesse messe in evidenza attraverso l’accostamento di inquadrature da film con dipinti famosi. Ancora, poi, il video torna sotto una luce diversa: si parla di videoarte con un’indagine attraverso le ambivalenti esperienze giapponesi dove il futurismo dei media e delle tecnologie si compenetra con elementi del passato e della tradizione. La realtà complessa di questo paese emerge anche attraverso il personaggio di Yoko Ono, a cui è dedicata una mostra itinerante in territorio statunitense.
Arte moderna e contemporanea sono protagoniste anche della rubriche di Appuntamenti e del viaggio tra varie gallerie dell’Osservatorio. I Russi 1900-1920 a Brescia,Emilia Isgrò a Palermo, l’Arte Povera a Rivoli e Formula Uno a Roma. Tra le gallerie è segnalata con evidenza l’apertura a Milano del nuovo spazio espositivo di Gian Enzo Sperone.
Per chi preferisce i secoli precedenti, Ars consiglia una visita alla mostra da poco aperta a Ferrara sui paesaggi tra settecento e ottocento: da Canaletto a Constable.
Molte altre sono le proposte del numero di questo mese, ma, tra una pagina e l’altra, la De Agostani ne approfitta per presentare la nuova iniziativa in occasione del centenario dalla sua fondazione: l’entrata nel mondo del mercato d’arte.
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Da Canaletto a Constable
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Marta Severo
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Ma come? ma Buren e Boltanski a palermo ci sono stati nel 2000, ma hanno sbagliato anno questi signori di sta rivista? Non la compro!