Ziqqurat è la rivista sarda che ha ormai tre anni di vita e sette numeri all’attivo. Convinta di una mediterraneità dell’arte e quindi interessata alla produzione di quest’area geografica, nella quale la Sardegna sta al centro, o quasi, Ziqqurat nasce in quel di Berchidda [SS] dall’esperienza del PAV [Progetto Arti Visive], e dall’associazione culturale Time Jazz. Direttore responsabile è Giannella Demuro ideatrice insieme a Antonello Fresu non solo del Pav ma anche di tutto il progetto editoriale. La sua cadenza quadrimestrale, permette al periodico un resoconto più ragionato della produzione artistica isolana, inserita come già detto in un contesto internazionale. Produzione ai margini ma non per questo meno interessante, anzi meglio disposta ad indagare con sincerità e distacco le tortuose vie della creatività. L’ultimo numero offre appunto un vasto panorama della produzione artistica considerata ai margini. Il primo incontro è con l’artista Sukran Moral, originaria di Istambul oggi cittadina italiana, nella bella intervista curata da Bruno di Marino la video performer racconta il suo lavoro: dalla grande fotografia, nella quale si fa ritrarre crocefissa, fino agli ultimi video da mostrare tra le sue gambe. Ai margini, anche se ormai onnipresenti e protagonisti ovunque [Manifesta, Documenta, Biennale di Venezia…], gli artisti dell’ultima generazione slovena raccontati da Aurora Fonda. Ancora di margini e periferie, questa volta dell’art sistem, parla Mario Pischedda, artista autoinvestitosi la cui opera si muove lontano dai circuiti istituzionali. Ampio spazio alla quattro giorni ferragostana di Time Jazz, appuntamento musicale di respiro internazionale al quale hanno fatto da contraltare una serie articolatissima di manifestazioni di arti visive. Tra gli artisti invitati: Alex Pinna, Thorsten Kirchoff, Maggie Cardelùs, Giulia Sale, Leonardo Boscani [intervistato nelle prime pagine da Fresu], Greta Frau, Pastorello, Enzo Cucchi, fino ai decani Maria Lai e Aldo Contini.
Dei paesaggi verbali di Nanni Balestrino ce ne parla Achille Bonito Oliva con un approfondimento di Umberto Eco. Segue poi la recensione puntuale di Ivo Serafino Fenu sulla mostra Vis à vis: autoritrarsi d’artista, in quel binomio Nuoro/artecontemporanea che sembra ormai portare una sola targa: quella del man. Le Forme del sedere, 100 anni 100 sedie, fortunata mostra sempre dell’istituzione nuorese, diventa pretesto per una riflessione sul design con il direttore della rivista Impackt Sonia Pedrazzini. Seguono una serena intervista di Alessandra Menesini e Maria Dolores Picciau rispettivamente a Wanda Nazari, che parla di viola e dei suoi nidi e Gino Frogheri alle prese con l’evoluzione del suo simbolismo minimale. Per finire, la rassegna NoArte di San Sperate e l’ultimo lavoro cinematografico di Giovanni Columbu del quale ci riferisce Antonello Zanda.
Un numero ricco e interessante, ma la veste grafica non sempre si risolve in soluzioni felici.
andrea delle case
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