Dimore Storiche cambia tutto. La rivista, nata nel 1985 come organo dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, ha portato a compimento una vera rivoluzione. Innanzituto, è la prima cosa che si nota, cambia la grafica della copertina e delle 64 pagine a colori. Ma cambia anche il direttore, il prestigioso incarico è per Guglielmo de’ Giovanni Centelles, per anni responsabile della cultura sul quotidiano romano Il Tempo.
In questo numero (nelle edicole e nelle librerie) moltissimi gli argomenti di grande interesse per gli amanti dei meravigliosi palazzi che affollano il Belpaese. Tra questi Palazzo Colonna, una vera reggia nel cuore di Roma, a fare da immenso cuscinetto tra lo slargo di Piazza Venezia e lo svettante Quirinale. Vi è conservata una delle raccolte d’arte più stupefacenti al mondo, e l’esterno è stato recentissimamente rimesso a nuovo. Su Dimore Storiche il palazzo capitolino è presentato da Patrizia Piergiovanni.
Una sezione speciale è dedicata, in questo numero, alla Puglia. Sfogliando le varie pagine sul ‘tacco d’Italia’ troviamo un lungo articolo sul celebre Palazzo dell’Acquedotto Pugliese. Il capolavoro d’architettura di Bari è degno scrigno dei decori eclettici del grande Duilio Cambellotti, uno dei big del liberty italiano.
‘Le case della memoria’ è il nome della rubrica che si occupa degli illustri personaggi della storia e della cultura (in questo numero è la volta di Alessandro Manzoni).
Leggi, regolamenti, normative, circolari compongono l’ultima parte, quella più di servizio, della rivista.
massimiliano tonelli
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