Come hai scoperto la tua passione per l’arte? Ci sono stati momenti o persone particolari che hanno influenzato il tuo percorso?
Da bambina amavo dipingere ritratti, cosa che continuo a fare tutt’ora. Poi ho conosciuto espressionisti tedeschi e mi sono innamorata delle loro opere.
Ci sono temi o concetti ricorrenti che esplori attraverso la tua arte? Cosa ti ispira maggiormente?
Sì, assolutamente: le radici; i bulbi; territori disegnati da cui alcune parti vengono poi cancellate; territorio, per me legato ad uno stato d’animo individuale; luoghi da abitare e luoghi da cui fuggire come se stessi ancora cercando una mia dimora; radici che a volte diventano ingombranti e in cui ci ritroviamo impigliati.
Come pensi che il contesto culturale e sociale in cui vivi influenzi il tuo lavoro artistico?
In modo diretto, anche se la rappresentazione prende la forma astratta. Sono molto suscettibile a tutto ciò che mi accade intorno e che poi diventa oggetto delle mie interpretazioni astratte, in cui comunque rimane traccia di reminiscenze.
Puoi raccontarci di un progetto o di un’opera a cui tieni particolarmente e spiegarci il motivo?
In questo momento sono molto impegnata a fare dei collage, non solo sulla tela ma anche su carta ed in piccole dimensioni. Nell’ultimo periodo mi sto occupando molto di brevi video e collage a cui sono molto legata e i temi sono sempre gli stessi. Mi piacerebbe esporle usando anche mezzi digitali come appunto video.
In che modo l’interazione con il pubblico influisce sulla tua pratica artistica? Ti capita di modificare il tuo lavoro in risposta ai feedback che ricevi?
Naturalmente sono molto felice quando a qualcuno piace il mio lavoro, ma non mi è mai capitato di lasciarmi influenzare e modificare un mio lavoro per un feedback. il mio lavoro deve convincere me in prima persona.
Cosa pensi della commercializzazione dell’arte contemporanea? Pensi che possa compromettere l’integrità dell’opera o la sua funzione critica?
Quando è troppo commercializzato mi sembra che l’opera stessa sparisca.
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