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Si è spento Ferdinando Bologna, tra le voci più illustri della storia dell’arte italiana |

di - 5 Aprile 2019
Professore emerito presso numerosi Atenei italiani, tra le voci più autorevoli della storia dell’arte, Ferdinando Bologna è scomparso il 3 aprile, a 94 anni. Allievo di Pietro Toesca e collaboratore di Roberto Longhi, ha insegnato all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, città in cui è stato anche direttore delle rispettive Accademie di Belle Arti, oltre che presso gli atenei di Salerno e Messina. Fu tra i fondatori della rivista Paragone-Arte, diretta da Longhi. Approfondite, appassionate e tuttora studiatissime le sue ricerche sui grandi maestri dell’arte italiana, da Simone Martini a Cimabue, da Tiziano a Caravaggio, al quale dedicò numerosi saggi. La divulgazione fu la sua missione, perseguita con cura e scrupolosità ma anche con un vivace gusto per l’innovazione, come quando diresse, per la casa editrice Utet, la collana Storia dell’Arte in Italia.
Ferdinando Bologna nacque a L’Aquila, il 27 settembre del 1975, e si laureò in lettere e filosofia presso l’Università La Sapienza, nel 1947, discutendo una tesi in Storia dell’Arte medievale e moderna. Nel 1948 vinse una borsa di studio presso l’Istituto Italiano di Studi Storici, a Napoli. Qui seguì i corsi di Benedetto Croce, fondatore dell’Istituto, oltre che di Federico Chabod e Giovanni Pugliese Carratelli. Nel 1951 si diplomò presso il Brussel Art Seminar di Bruxelles, dove lavorò con Paul Coremans al Musée du Cinquantenaire. Dal 1950 al 1958 fu direttore della Pinacoteca nazionale di Napoli, curandone il trasferimento presso la sede del museo nazionale di Capodimonte e il riordinamento scientifico e museografico.
Numerosissimi i riconoscimenti: nel 1990 l’università di Barcellona gli conferì la laurea honoris causa, nel 1997 ottenne la cittadinanza onoraria di Napoli, nel 1998 ricevette dal Presidente della Repubblica la Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura. Nel maggio 2016, in occasione della presentazione degli studi su Saturnino Gatti all’Aquila, ricevette le Chiavi della Città dell’Aquila.

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