Che la stagione invernale sarebbe stata difficile, si poteva immaginare e, infatti, così è stato. La pandemia continua a colpire nei mesi più freddi dell’anno e già nelle settimane scorse molti musei, in Europa e Stati Uniti, hanno dovuto fare nuovamente i conti con chiusure temporanee. E anche le fiere iniziano ad accusare il colpo. Le prime, in ordine cronologico nel calendario degli appuntamenti dell’arte contemporanea, sono quelle di Bologna e la prima ad annunciare lo spostamento di data verso i più sicuri e confortevoli lidi della primavera, è BOOMing – Contemporary Art Show, che avrebbe dovuto svolgersi in presenza, al Binario Centrale di DumBO, dal 20 al 23 gennaio 2022, in concomitanza con Art City e con il traino di ArteFiera.
Ma secondo diversi rumors, proprio in queste ore il board della manifestazione bolognese diretta da Simone Menogoi sta decidendo il da farsi. Dopo l’annullamento dell’edizione 2021, questa del 2022, presentata ufficialmente alla fine di novembre, doveva essere l’occasione di rilanciare e sarebbe stato sicuramente un segnale di fiducia per tutto il settore. Ma la paura – a parte stop ufficiali da parte del Governo alle grandi manifestazioni – è che troppe persone abbiano timore di affollarsi in un luogo chiuso.
A fare il primo passo è stata BOOMing che, però, onorerà comunque le date di gennaio con una edizione totalmente virtuale. D’altra parte, dedicata all’arte emergente e alle sue urgenze, la fiera prodotta da DOC Creativity aveva già in programma una declinazione online non solo particolarmente curata ma anche sostanziale, costitutiva. «Nuovamente il settore culturale è messo a dura prova e Doc Creativity sceglie di schierarsi dalla parte di galleristi e pubblico, di perseguire la strada della cura e del rispetto di chi ha creduto in questo progetto. Rimandare BOOMing in presenza causa non poco dolore, ma siamo sicuri che la nostra metafiera sboccerà florida, in attesa del momento nel quale non saranno così tante le limitazioni imposte al settore», queste le parole di Daniela Furlani, presidentessa di Doc Creativity.
L’estensione web sarà fedelissima a quella reale: su Lieu.City, prima piattaforma social per eventi art related in realtà virtuale, si potranno visitare gli ambienti espositivi del Binario Centrale così come sono, senza il bisogno di app o tecnologie complesse. «Per anni ci si è interrogati sul futuro del settore fieristico perché si era arrivati ad un momento di stallo», ha spiegato Simona Gavioli, al timone della manifestazione. «La metafiera pensiamo sia la risposta perché offre un terreno che non pone limiti spaziali dove mostrare contenuti inediti, realizzare progetti impossibili nel mondo fisico e permettere la coesistenza perfetta della visione del curatore fieristico e del gallerista. BOOMing ha la missione principale di far emergere i cambiamenti e i nuovi media sono le vie che la cultura oggi utilizza. Il metaverso per BOOMing è un ulteriore spazio, mondo digitale vasto e immersivo, inesorabilmente intrecciato con quello fisico che i nostri curatori efficacemente utilizzeranno a favore del pubblico».
Si tratterà , insomma, di una digital twin, una edizione gemella di quella in presenza, con i booth allestiti e con tanto di uscite di emergenza. «Ogni gallerista allestirà esattamente come avrebbe pensato gli spazi reali. Saranno organizzati talk, visite guidate e lo staff sarà presente per guidare i visitatori all’interno della fiera. Questo per il 2022, in futuro stiamo già pensando a come sfruttare al massimo il potenziale offerto dallo spazio virtuale in cui vige un’unica regola: non ci sono limiti», ha chiosato Simona Gavioli.
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