Le notizie tutt’altro che rassicuranti in merito alla rapida evoluzione della pandemia da Covid-19, continuano a incidere direttamente sul calendario dei grandi appuntamenti dell’arte e della cultura in tutto il mondo. Dopo le ultime defezioni di FIAC, a Parigi, e Arte in Nuvola, a Roma, anche la Biennale di Belgrado, la cui apertura era prevista per il 16 ottobre, ha deciso di spostare tutto al 2021. «L’estendersi della pandemia da Covid-19 a livello globale, che sta portando a nuove e necessarie forme di contenimento, e in alcuni casi a rinnovati lockdown, ha indotto le autorità cittadine di Belgrado alla scelta di posticipare all’estate del 2021 il 58th October Salon I Belgrade Biennale», hanno fatto sapere dell’organizzazione.
Istituito nel 1960 e, dal 2014, a cadenza biennale, l’October Salon è la manifestazione dedicata all’arte e alla cultura contemporanea più importante in Serbia e, con le ultime edizioni, si è notevolmente aperto agli influssi internazionali, invitando artisti e curatori da diversi Paesi. Di norma, si svolge tra settembre e dicembre, dura sei settimane e si svolge sempre in luoghi diversi di Belgrado, in base al concept sviluppato dal direttore artistico e dai curatori che, per questa edizione, sono Ilaria Marotta e Andrea Baccin, fondatori di CURA, piattaforma editoriale con sede a Roma e dedicata al contemporaneo.
Un po’ turbolento ma sicuramente stimolante per il pensiero era stato anche il percorso della Biennale, con Petrit Halilaj che, a luglio, annunciava ufficialmente il suo ritiro dalla manifestazione, dopo che gli organizzatori avevano rifiutato di indicare, nelle didascalie e nei materiali informativi, la sua nazionalità kosovara. Alla decisione di Halilaj, i curatori avevano risposto con una lunga lettera, che abbiamo riportato integralmente qui.
«Il Cultural Center di Belgrado che ha sostenuto il progetto anche in questi tempi difficili, ha ritenuto, in accordo con i curatori Ilaria Marotta e Andrea Baccin, che la scelta di posticipare il progetto al 2021, fosse quella che meglio garantisse la sicurezza degli artisti e del pubblico, e la riuscita dell’evento stesso», continuano dalla Biennale. The dreamers ne è il titolo, che richiama la dimensione sospesa dell’onirico ma anche i soggetti sognanti, le persone alle quali è affidata l’immaginazione ed, eventualmente, la realizzazione di infiniti altri mondi. Titolo che rimarrà identico anche per l’appuntamento del 2021, anche se, prevedibilmente, con profondi aggiornamenti, che terranno di certo conto anche dell’esperienza unica che stiamo tutti vivendo.
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