Come molte realtà di performing arts, anche il Festival Ipercorpo reinventa tutta la sua organizzazione in termini di spazio e tempo. La prima parte del festival si svolgerà nell’autunno 2020, negli spazi all’aperto di EXATR, la seconda parte nella primavera 2021.
Claudio Angelini è il presidente di Città di Ebla, una delle prime realtà impegnate nella creazione di Ipercorpo. Ci racconta come il Festival che aveva immaginato con i suoi colleghi non potrà avere luogo nell’estensione prevista e, dunque, è stato dilatato in un tempo più lungo.
«Ipercorpo venne pensato come un sistema aperto in grado di accogliere nuove istanze e spostarsi nel tempo e nello spazio. Questa gemmazione è avvenuta attraverso lo sviluppo delle sue sezioni: teatro e danza, musica, arte contemporanea, Italian Performance Platform, Masterclass Internazionale Scena Europa e i workshop» e dunque, dopo quindici anni e diciassette edizioni, Ipercorpo è un nome che si arricchisce di senso.
Il Festival sarà dunque suddiviso in due parti, con un ponte che dall’autunno 2020 arriverà nella primavera 2021. In questo modo, gli organizzatori sperano di poter confermare tutte le presenze internazionali che realisticamente non potranno essere presenti in autunno. I consueti Simposi, nella loro abituale collocazione nei mesi di ottobre e novembre, si svolgeranno al Diagonal e saranno pensati come una cerniera fra i due momenti di Ipercorpo.
Il Festival è da sempre un sistema aperto in grado di accogliere nuove istanze e capace di spostarsi nel tempo e nello spazio. La necessità di reinventare la struttura del Festival Ipercorpo costituisce dunque per gli autori una preziosa occasione di ripensare a un tempo reale coniugato fra passato e nuovi immaginari futuri.
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