Caravaggio, Madonna dei palafrenieri, anche detta Madonna della Serpe (part.), 1606, Galleria Borghese, Roma
Arriverà nelle sale italiane solo per tre giorni, dall’1 al 3 dicembre 2025, Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo, il nuovo docu-film diretto da Giovanni Piscaglia e prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios con Sky, Avvenire e Gallerie d’Italia Intesa Sanpaolo. Un evento speciale che accompagna il pubblico in un viaggio nella Roma del ‘600 e in quella odierna, per ricostruire la dimensione più intima, spirituale e tormentata di Michelangelo Merisi, nel momento storico che consacrò il suo talento.
Basato su un soggetto di Didi Gnocchi, scritto da Eleonora Angius e narrato dalla voce di Mario Cordova, il film è realizzato con il contributo del MIC – Ministero della Cultura e si lega idealmente al Giubileo 2025. L’elenco delle sale è disponibile su nexostudios.it.
Come ricorda lo storico dell’arte Claudio Strinati, «Caravaggio è pittore del sentimento e il Giubileo è sentimento». Per questo l’Anno Santo del 1600 rappresentò un punto di svolta: fu allora che Merisi presentò la Vocazione di San Matteo e il Martirio di San Matteo, tele destinate a ridefinire il corso dell’arte occidentale.
Da quel momento il pittore abbandonò il registro quotidiano per dedicarsi a un sacro intensissimo, fatto di luce violenta e ombre senza scampo, con la materia pittorica che riesce descrivere magistralmente tanto la grazia quanto la colpa. La successiva condanna a morte, l’esilio, le fughe e le richieste di perdono mai accolte resero la sua ricerca spirituale ancora più urgente e disperata.
Il documentario attraversa proprio questa tensione: l’artista come uomo in cammino verso Roma, sia simbolicamente che fisicamente, alla ricerca di una redenzione che sfugge, mentre la sua pittura si fa sempre più viscerale e drammatica.
Il film alterna riprese della Roma contemporanea dei pellegrini a ricostruzioni e drammatizzazioni che evocano le atmosfere del Seicento: vicoli, chiese, taverne, palazzi in cui Caravaggio cercò lavoro, approdi temporanei e, infine, una via di fuga. La città diventa così specchio del suo tormento: un luogo di fede e di morte, di misericordia e violenza, dove l’artista trovò insieme consacrazione e condanna.
Il docu-film si avvale di interventi di storici, museologi, curatori e artisti che restituiscono un ritratto sfaccettato di Caravaggio e del suo legame con Roma: Francesca Cappelletti, Franco Cardini, Antonio Ernesto Denunzio, Jago, Suor Maria Gloria Riva, Mons. Alberto Rocca, Marco Roncalli, Thomas Clement Salomon, Antonella Scalessa, Claudio Strinati, Maria Cristina Terzaghi, Mons. Timothy Verdon. Ognuno contribuisce a illuminare una dimensione diversa: la spiritualità, la storia, l’estetica della luce, la relazione complessa tra arte sacra e peccato, l’eredità che Caravaggio ha lasciato all’arte europea.
Caravaggio a Roma propone dunque un percorso emozionale, più che cronologico, per far emergere la potenza visiva e morale del linguaggio del grandissimo artista. Dal chiaroscuro drammatico alla scelta dei modelli popolari, dalla compassione dei santi all’abiezione dei peccatori, tutto diventa racconto di un’umanità fragile e profondissima.
Distribuito nell’ambito della stagione de La Grande Arte al Cinema di Nexo Studios, il film offre un’occasione unica: incontrare Caravaggio come uomo in cerca di redenzione, proprio come i pellegrini del Giubileo. Un uomo che, attraverso la sua pittura, ha dato forma alle domande più importanti di ogni tempo.
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