Nato in America, un pittore da cui esce un fotografo, amico di Stieglitz scrive anche su Camera Work, ma lui è diverso, distante dal concetto di fotografia di quei tempi ed è il primo artista americano a diventare dadaista.
Due righe, un piccolo pezzo di storia, che da sole forse bastano per dare un’idea di quello che Ray sarebbe diventato. Come cineasta tirava in aria la macchina da presa alla ricerca di immagini casuali, atipiche, da pittore utilizzava la pistola a spruzzo per “liberarsi” del pennello, come fotografo ha inventato i rayograph per fare a meno della macchina fotografica, un uomo che percorre nuove strade, anticipa i tempi, sperimenta e crea un nuovo modo di fare fotografia.
Chi avrà il piacere di vedere la mostra potrebbe restare deluso, non c’è il Man Ray che siamo abituati ad immaginare, le sue icone, i suoi grafismi, ma c’è lui, i suoi autoritratti, unica nota “stonata” in una rassegna dedicata alle donne, immagini da cui traspare con delicatezza la sua arte, la sua ricerca.
L’idea della mostra, racconta Francesca Antonini, nasce da una raccolta di un collezionista ( “The fifty faces of Juliet”, moglie e modella preferita di Ray) che si rende disponibile a darla in esposizione. Attorno a questa collezione inizia la ricerca delle altre immagini (sono 104 quelle in mostra) e ci vorrà un anno e mezzo per portare a termine l’operazione.
Quella che vediamo è una raccolta unica, presentata in un ambiente accogliente, ben illuminato, dove si alternano, ben mimetizzate alcune delle classiche immagini, conosciute al grande pubblico, ad altre meno note ma indiscutibilmente sue.
Una mostra da non perdere.
Maurizio Chelucci
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cErchero' di non mancare l'appuntamento. Ringrazio la redazione per l'articolo puntuale.
CIAO
credo che si debba propio andare.......
avevo visto per caso la mostra ancora prima di leggere questa pagina, l'avevo apprezzata moltissimo: si tratta della prima mostra di Man Ray che viene fatta a Roma dopo l'ultima di Palazzo delle Esposizioni.Sono passati più di venti anni!!? Le foto della moglie sono gli originali che si trovavano nella sua camera da letto . E' sufficiente?
Se vuoi dire che è uno scandalo che a Roma non ci sia uno spazio istituzionale che organizzi una retrospettiva su Man Ray mi trovi pienamente daccordo...