Categorie: Fotografia

A Firenze, Villa Bardini diventa la casa della fotografia: arriva la mostra di Lisetta Carmi

di - 20 Aprile 2023

Si parte con una mostra dedicata a Lisetta Carmi, figura leggendaria del reportage di impegno sociale. E poi Mimmo Jodice, Mario Giacomelli, Antonio Biasiucci. Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo hanno firmato un accordo triennale per portare, negli spazi di Villa Bardini, i progetti espositivi di “La Grande Fotografia Italiana”, programma promosso dalle Gallerie d’Italia – le sedi museali del gruppo bancario – e curato dall’editore e fotografo Roberto Koch. Le tre mostre in calendario, inaugurate alle Gallerie d’Italia – Torino, in Piazza San Carlo, che insieme alle sedi di Milano, Napoli e Vicenza costituiscono il polo museale di Intesa Sanpaolo, avranno dunque un nuovo allestimento a Firenze.

«Rafforziamo con questo importante accordo la nostra collaborazione con Intesa Sanpaolo di cui siamo significativi azionisti», ha dichiarato il Presidente di Fondazione CR Firenze, Luigi Salvadori. «Assieme a loro stiamo realizzando rilevanti progetti strategici per lo sviluppo del territorio che interessano vari ambiti del nostro tessuto sociale, produttivo e culturale. L’adesione a questo programma vuole qualificare ulteriormente i nostri interventi in ambito artistico con proposte di altissimo livello e di ampio respiro».

Villa Bardini, Firenze

Le mostre di Gallerie d’Italia a Villa Bardini

La prima mostra ad arrivare a Firenze, dal 3 maggio all’8 ottobre 2023, è la monografica dedicata a Lisetta Carmi, a cura di Giovanni Battista Martini, curatore dell’Archivio della fotografa. Nata a Genova, nel 1924, scomparsa nel luglio 2022, Carmi ha legato la sua ricerca visiva alla poeticità del reale, indagato fin nei suoi aspetti liminali, attraverso uno sguardo acuto, profondo e sempre sensibile. Colpita della persecuzioni razziali all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, mosse i primi passi come musicista, riscuotendo successi di critica e pubblico.

La svolta avvenne nel 1960, con il suo avvicinamento alla fotografia. Durante un viaggio in Puglia con l’amico musicologo Leo Levi, Lisetta acquistò la sua prima macchina fotografica, una Agfa Silette con nove rullini, per riprendere l’esperienza. Da quel momento iniziò una «Seconda vita», come lei stessa la definiva, legata a doppio filo all’immagine. Iconici i suoi servizi fotografici dedicati ai luoghi di Genova ma anche alla metropolitana di Parigi e alle azioni di protesta dei Provos, nei Paesi Bassi, oltre che i ritratti di Ezra Pound.

Alle Gallerie d’Italia di Torino la mostra è stata in esposizione fino al febbraio 2023. In esposizione, oltre a un contributo video di Alice Rohrwacher, oltre 150 foto scattate tra gli anni Sessanta e Settanta, incluse alcune tra le opere salienti del suo lavoro, come lo straordinario reportage “I travestiti”, unico nel suo genere e diventato un libro di culto.

Lisetta Carmi, Afghanistan, Kabul, 1972. © Martini & Ronchetti, courtesy archivio Lisetta Carmi

Nel 2024 sarà la volta della mostra su Mimmo Jodice, che sarà inaugurata a fine giugno 2023 alle Gallerie d’Italia – Torino, a cura di Mario Martone. Il progetto ripercorre le prime immagini di sperimentazione degli anni Sessanta fino alla lunga stagione della fotografia sociale e alle ricognizioni nelle città contemporanee e alla riflessione sull’antico. Mentre nel 2025 arriveranno a Villa Bardini le fotografie di Mario Giacomelli e Antonio Biasiucci, a cura di Mimmo Paladino. Biasiucci e Giacomelli sono due autori che come pochi altri hanno saputo trasfigurare, con la loro macchina fotografica, la loro realtà e le radici profonde da cui provengono.

«La nuova collaborazione con Fondazione CR Firenze, che unisce Gallerie d’Italia e Villa Bardini attorno al tema della fotografia in una prospettiva pluriennale, conferma e accresce le sinergie in un comune impegno nei confronti di questa straordinaria città», ha affermato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo. «L’iniziativa arricchisce il lavoro fatto con la Fondazione, riconoscendo all’arte e alla cultura un ruolo chiave nei processi di crescita civile e sociale».

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