Categorie: Fotografia

Fondazione Alinari, la fotografia ritrova casa a Firenze

di - 10 Marzo 2021

Era il 1852 quando nella Firenze granducale Leopoldo Alinari, insieme ai fratelli Romualdo e Giuseppe aprì il suo primo laboratorio fotografico creando la ditta “Fratelli Alinari”; da lì, in un breve torno di anni, prese vita il più antico stabilimento fotografico al mondo nel palazzo di via Nazionale – oggi Largo Fratelli Alinari – che per circa 150 anni è stata la sede nella quale si è formato l’archivio con il grandissimo patrimonio fotografico giunto fino a noi.

Primo piano dell’attrice cinematografica Virna Lisi, 6 Febbraio 1961

Durante il corso degli anni la peculiarità della ditta Alinari è stata quella di fotografare in modo sistematico l’arte, il paesaggio, l’architettura, la storia e il costume del nostro paese documentandone le trasformazioni e contribuendo a far conoscere l’Italia nel mondo. Le campagne fotografiche iniziate all’epoca di Alinari si sono poi succedute nel tempo così che l’archivio è rimasto una cosa “viva” e attuale. Attraverso queste fotografie è possibile conoscere il patrimonio culturale italiano: oltre alla particolare attenzione riservata al paesaggio e alle sue mutazioni, un ruolo di primo piano è dato dagli scatti eseguiti nei musei italiani che ci documentano collezioni, opere e allestimenti museali.

La storia di Alinari

La crisi economica messa in atto dal primo conflitto bellico portò a un passaggio di proprietà dell’azienda che fino a quel momento era rimasta nelle mani della famiglia fondatrice. Nel 1920 fu acquistata di una cordata di aristocratici fiorentini, poi passò al senatore Vittorio Cini che intensificò la politica di acquisizione di nuovi archivi fotografici come quelli di Brogi, Anderson, Chauffourier e Fiorentini; verso la metà degli anni settanta del Novecento passò alla famiglia milanese Zevi e nel 1982 alla famiglia De Polo che ha provveduto all’acquisto di altri archivi storici e dalla fine degli anni novanta a digitare parte del patrimonio per poterlo commercializzare.

Fratelli Alinari, Veduta dell’ingresso dello stabilimento fotografico Fratelli Alinari di Via Nazionale, ora Largo Alinari, a Firenze. Per strada alcuni passanti, 1899, Archivi Alinari, Firenze

La Fondazione Alinari

Nel 2019 la Regione Toscana, per evitare la dispersione di un così grande patrimonio di interesse pubblico, ha comprato l’archivio Alinari e nel luglio del 2020 è nata la FAF Fondazione Alinari per la Fotografia che come ha tenuto a sottolineare il suo presidente, Giorgio Van Staten, si è posta alcuni obiettivi primari: la conservazione del patrimonio provvedendo anche al restauro dei materiali; la valorizzazione di tale patrimonio per restituirlo alla fruizione della comunità; la promozione attraverso la realizzazione di esposizioni itineranti, la commercializzazione delle immagini per l’editoria, lo sfruttamento dei marchi e il diritto d’uso delle immagini.

Eruzione del Gran Cratere della Fossa, Isola di Vulcano, Lipari, 20/04/1888

L’Archivio

L’Archivio, a oggi comprende oltre 5 milioni di beni fotografici di cui circa il 20% è dato dall’originario Archivio Alinari, mentre il restante 80% comprende gli archivi che si sono aggiunti nel corso del tempo come l’archivio di Fosco Maraini, quello del Touring Club Italiano, Luce Cinecittà, Franco Cosimo Panini, RCS, The British Library, Encyclopedia Britannica- Universal Images Group e molti altri.
Tra i numerosi beni fotografici che fanno parte dell’archivio ci sono molte “fotografie uniche”, databili dal 1840 in poi, molte delle quali precedenti all’invenzione del negativo (positivi, stampe e album fotografici, negativi sia su lastra di vetro che su pellicola e incunaboli come dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi, e altri oggetti unici).
Di notevole importanza è anche il materiale bibliografico, preziosi volumi che danno vita a una ricchissima biblioteca specializzata da considerarsi tra le più qualificate biblioteche di settore italiane ed estere, composta da riviste e libri, molti di questi assai rari, provenienti da nuclei originari diversi. A tutto questo deve essere aggiunto il materiale strumentale come le apparecchiature fotografiche, le attrezzature storiche da atelier, i corredi e strumenti tecnici che testimoniano in vario modo l’uso e la pratica della fotografia.
Un altro nucleo dell’archivio è dato dal fondo legato all’attività della Stamperia d’Arte Alinari che conserva negativi, stampe, cataloghi commerciali oltre ai macchinari, tra cui una preziosa macchina per la stampa in collotipia.
La Regione ha acquistato anche il patrimonio che dagli anni novanta in poi era stato digitalizzato dalla precedente proprietĂ ; si tratta di quasi 300 mila positivi appartenenti a fondi e collezioni Alinari che sono stati riversati nel server della Regione Toscana e attualmente sono fruibili sul sito.

Veduta di Villa Fabbricotti a Firenze, 1894

La sede

Villa Fabricotti, sulla collina di Montughi, è il luogo scelto per ospitare la sede della Fondazione.
L’edificio di origini trecentesche appartenne, nel Cinquecento, agli Strozzi che lo usavano come casino di caccia, la sua notorietà si deve però all’aver ospitato nelle sue stanze le sorelle di Napoleone, Elisa Baciocchi e Paolina Borghese, la quale vi morì nel 1825, e poi nel 1894 la regina Vittoria in uno dei suoi consueti soggiorni fiorentini. Le forme attuali della villa si devono alla ristrutturazione voluta nel 1864 dalla famiglia di imprenditori carrarini Fabbricotti, che la fecero trasformare, negli anni di Firenze Capitale, in una lussuosa residenza e la elessero a loro dimora fiorentina. Immersa in un ampio parco, con alberi secolari la villa rimase in mano ai privati fino al 1935 quando fu acquistata dallo Stato e successivamente è passata alla Regione.
La villa sarĂ  adeguata alla nuova funzione di archivio e per diventare un luogo per la formazione continua.

Condividi
Tag: Encyclopedia Britannica- Universal Images Group fondazione alinari per la fotografia Franco Cosimo Panini Luce CinecittĂ  RCS The British Library Touring Club Italiano

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni piĂą belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta piĂą

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la piĂą grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10