Categorie: Fotografia

Fotosintesi dell’immagine: la collezione di Carla Sozzani inaugura la nuova stagione del CAMeC di La Spezia

di - 17 Ottobre 2025

Fotosintesi è il titolo di questo racconto per immagini. La fotosintesi è il processo essenziale per la sopravvivenza dei vegetali e consiste nella produzione in presenza di luce solare di energia vitale. Come in natura Fotosintesi. Fotografie dalla collezione di Carla Sozzani, propone una nuova decodificazione del linguaggio fotografico che ne rinnova l’energia vitale il messaggio e il suo significato artistico.

Sarah Moon, Sarah Moon, “Hommage à Fortuny”, 2015 © Sarah Moon, by Siae

Protagonista influente del panorama culturale e critico dagli anni Settanta ad oggi, Carla Sozzani ha valorizzato l’arte fotografica in dialogo con l’individuo e il contesto. Come editrice, ha promosso e sostenuto una visione pionieristica che raccontava in un’unica narrazione estetica la moda la fotografia e l’arte, come gallerista nel 1990 fondò la Galleria Carla Sozzani, e l’anno dopo, a Milano, 10 Corso Como, il primo concept store, uno spazio dove l’immagine fotografica si amalgamava al design all’architettura e alla moda, attraverso nuovi canali di comunicazione. Sozzani ha ridefinito i margini della cultura visiva attraverso una radicale trasformazione dell’interpretazione dell’immagine che da oggetto estetico evolve e si eleva a linguaggio condiviso e universale. L’immagine dunque smette di essere dimensionale e contingente, trasformandosi in un messaggio concettuale, un racconto che parla a chi la osserva toccando corde intime e condivise allo stesso tempo.

Dominique Issermann, “Carla Sozzani da Azzedine Alaïa”, Pargi 2014 © Dominique Issermann

150 opere selezionate all’interno della collezione, 73 artisti internazionali di indiscusso calibro, da Karl Blossfeldt a Urs Lüthi, da Alfred Stieglitz a Helmut Newton da Man Ray a Sarah Moon e ancora Horst P. Horst, Paolo Roversi, László Moholy-Nagy, David LaChapelle. Artisti che hanno trasformato le immagini in simboli, storie, racconti di esistenza, Carla Sozzani le ha scelte costruendo una testimonianza dell’essere umani. Il percorso è costruito grazie alla curatela di Maddalena Scarzella, architetto e curatrice dell’archivio della Fondazione Sozzani, nonché del programma, dei contenuti e degli allestimenti delle mostre presentate a Milano, Parigi, Shanghai, Seoul e New York. Un progetto di grande significato culturale anche in termini di comprensione dell’evoluzione del senso artistico e del significato che l’immagine ha avuto negli ultimi cinquant’anni, rispetto ad un oggi di sovraesposizioni che ne hanno decisamente semplificato il messaggio e inflazionato il valore. La mostra aprirà al pubblico dal 19 ottobre 2025 al 22 marzo 2026 al CAMeC di La Spezia, centro d’arte contemporanea che vanta una ricca e sofisticata collezione permanente, anche fotografica, che chiaramente si troverà a dialogare con la sensibilità interpretativa della collezione Sozzani. Il progetto è in linea con la rinnovata visione del centro d’arte spezino, sotto la direzione del critico e curatore Antonio Grulli. Il CAMeC, nato per ospitare una scuola prima e il tribunale cittadino dopo, nel 1994 viene convertito in un centro d’arte per le raccolte civiche di arte contemporanea. Oggi si presenta, all’interno di un progetto di rivalutazione del comune e della fondazione Carispezia, come centro ristrutturato, vitale aperto al dialogo culturale, forte di una eredità palpabile, su cui ricostruire un’identità coerente all’anima del luogo e del territorio, partendo da ciò che già esiste.

Urs Lüthi, Tell me who stole your smile, 1974 © Urs Lüthi, by Siae

In questo contesto Fotosintesi segna uno dei primi capitoli della nuova stagione del CAMeC come conferma lo stesso direttore: «È per un onore poter inaugurare come prima mostra durante la mia direzione Fotosintesi. Si tratta di un corpus straordinario di foto, e il lavoro di Carla Sozzani ha influenzato profondamente la mia crescita come critico e appassionato di fotografia. La mostra inoltre dialoga con la collezione del CAMeC; anche nei prossimi anni cercheremo di lavorare su figure che, come Carla, sono state degli acceleratori delle dinamiche e dei processi nel mondo della cultura e dell’arte».

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