Categorie: Fotografia

Gli anni Novanta della televisione italiana in mostra a Milano

di - 13 Febbraio 2020

È con la firma del fotografo Stefano De Luigi, vincitore quattro volte del World Press Photo, che è stato inaugurato il nuovo progetto “Televisiva” il 5 febbraio, alla Other Size Gallery by Workness di Milano.

Un ciclo espositivo facente parte di un programma interamente dedicato alla fotografia d’autore, con quattro appuntamenti l’anno, che in questo caso propone una trentina di scatti in bianco e nero che ripercorrono i momenti principali della scena televisiva italiana durante gli anni Novanta.

La mostra, curata da Giusy Affronti, (fino al 10 aprile 2020) ci permette di fare un tuffo nel passato, quando i reality ed i programmi d’intrattenimento rappresentavano il Paese, facendoci riflettere su quanto il sistema televisivo influisse, ed ancora oggi continua a farlo, con la società stessa.

All’interno dello spazio polifunzionale, in via Maffei 1 a Milano, una cartina ci accompagna durante il percorso espositivo. Si parte con immagini del 1994, anno in cui era salito alla presidenza del Consiglio Silvio Berlusconi, e ci addentriamo in programmi come “Domenica In”, “Non è la Rai” e “Macao” e personaggi di spicco del costume televisivo italiano, come Paolo Bonolis e Platinette. Infine, per concludere, il viaggio itinerante nella sala “Bistruccio” la rappresentazione del “Grande Fratello” nell’anno 2000.

Un’immagine del Paese che ritroviamo ancora oggi, che dovrebbe indurci in una riflessione sincera sull’epoca in cui viviamo e l’immagine che l’Italia trasmette a sé stessa e non solo, attraverso la televisione.

Una carrellata di volti conosciuti tra il mondo dello spettacolo, ballerine e figure d’intrattenimento costruite dal sistema, che Stefano De Luigi immortala, fotografando i dietro le quinte e gli studi delle trasmissioni più popolari dell’epoca.

Sono scatti che rappresentano i modelli comunicativi imposti dal sistema, in cui è più importante la tipologia delle notizie urlate e diffuse che la verità stessa di queste news.

Ambiguo il richiamo quasi accusatorio che la mostra decide di trasmettere con lo spazio in cui viene accolta, ambiente nato con il desiderio di mettere al centro la persona e le sue necessità.

Il conduttore e polemista Gianfranco Funari durante una pausa della sua trasmissione “Funari News” su Rete 4 Studi Mediaset di Roma, 1994
Ballerine durante la trasmissione “Domenica in” su Rai 1 condotta da Mara Venier. Roma studi Rai di Cinecittà, 1996

Stefano De Luigi, Rocco Casalino allo specchio nel programma Il Grande Fratello, 2000
Stefano De Luigi, Poco prima della messa in onda di Macao, 1997
Stefano De Luigi, Paolo Bonolis intervista un concorrente de I Cervelloni, 1995
Stefano De Luigi, Monitor fotografati negli studi Rai di Cinecittà. Roma, 1995
Stefano De Luigi, Irene Pivetti e Platinette durante il programma Bisturi, 2004
Stefano De Luigi, La regia di un programma MTV Italia. Studi Mtv Italia Milano, 2002
Stefano De Luigi, Una pausa durante la registrazione de I Cervelloni, 1995
Stefano De Luigi, Un cameramen in attesa della messa in onda di Buona Domenica, 1995

Nata a Bergamo nel 1984, nel 2009 consegue la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali - Storia dell’Arte e nel 2011 la laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 2007 inizia ad interfacciarsi con il mondo del lavoro, collaborando con il FAI (Fondo Ambiente Italiano) ed assecondando la passione per la fotografia e l’editoria collabora con la casa editrice RCS a Milano e nel 2012 presso la divisione Internazionale, Mondadori photo& rights della casa editrice Mondadori. In concomitanza sviluppa la sua passione per l’arte contemporanea, in particolare come curatrice realizzando mostre personali di artisti viventi e nel 2015 inizia a scrivere recensioni e testi critici per riviste d’arte contemporanea on-line, prima con Juliet Art Magazine e poi con Exibart. A gennaio del 2016 inaugura il suo sito personale d’arte e curatela dove vengono presentati i suoi lavori.

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