Flavio Parisi
“Tokyo and its contemporary storytellers” mette insieme le personalissime visioni di otto fotografi per creare un racconto corale e per immagini incentrato sulla città di Tokyo: il progetto nasce dalla collaborazione del direttore creativo di Plan C, Carolina Castiglioni, e la rivista Perimetro già in tempi pre-pandemia, ma solo il mese scorso la mostra ha inaugurato a Milano. I locali in cui si trovava l’outlet e il warehouse di Marni all’Ortica si sono trasformati, a metà strada tra show e galleria, ospitando un allestimento scenografico e d’impatto in cui le fotografie sono esposte su dei grandi rotoli di tessuto che scendono dal soffitto. L’iniziativa ha coinvolto diverse personalità , come la gallerista Naoko Otha durante la fase di selezione, e ha ampliato lo sguardo sulla realtà contemporanea italo-giapponese in Italia grazie alla presenza di NanBan e Yoji Tokuyoshi.
All’interno della mostra le voci di Bruno Quintet, Flavio Parisi, Haruna Kawanishi, Leo Pellegatta, Minoru Hohtsuki, Norihisa Hosaka, Tadashi Onishi e Ulysses Aoki creano uno sguardo d’insieme e allo stesso tempo personale, un dialogo visivo tra individuo e città . Tokyo si presenta allo spettatore in tutte le sue sfaccettature, contraddizioni e meraviglie: dai paesaggi urbani ai fiumi che attraversano la città , dai bar più eccentrici ai vecchi studi dei barbieri.
«Le storie selezionate compongono uno sguardo collettivo che vuole proporre una fotografia contemporanea della città . Dalle finestre di Minoru Hohtuski, al racconto sul fiume di Nori Hosaka, alla trasformazione urbanistica di una strada realizzato da Bruno Quintet. Ogni autore propone un’interpretazione della sua Tokyo, piccoli progetti volti ad accendere riflessioni su cosa voglia dire vivere in una delle capitali più articolate al mondo», ha dichiarato Sebastiano Leddi, direttore di Perimetro.
La celebrazione di Tokyo non si limita però alla sola mostra, ma si aggiungono anche il magazine e altre esperienze dedicate al Giappone di oggi. «Quando sono a Tokyo tutto mi parla, è lì che trovo ispirazione. Le persone si vestono in un modo che non è mai banale, scelgono abbinamenti inusuali di colori e tessuti. Mi piace il rigore delle uniformi da lavoro e la contaminazione di stili. E poi l’architettura moderna in contrasto con le case tradizionali. Mi piaceva l’idea di raccontare la città che abbiamo scelto per aprire il nostro flagship attraverso la fotografia», ha spiegato Castiglioni. Se lo spunto iniziale nasce da una passione personale, quest’ultima ha portato alla realizzazione di un evento a 360° attraverso il quale scoprire e riscoprire Tokyo. Assieme ai racconti per immagini degli artisti selezionati, Plan C ha deciso di produrre un’edizione limitata di T-shirt con alcune riproduzioni delle fotografie esposte e presentare una selezione di oggetti giapponesi di uso quotidiano, esprimendo anche in questa occasione la filosofia del brand: unire commercio e arte.
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